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 Religione e naturismo 
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Non saprei per altre religioni tipo quella islamica, ma per quanto riguarda la Chiesa Cattolica, non c'è alcun problema di convivenza fra religione e naturismo correttamente inteso. Anzi semmai il vivere nudi senza problemi riavvicina il più possibile al Paradiso Terrestre!

Se qualche prelato la pensa diversamente, ha soltanto bisogno che gli si spieghi la differenza non da poco che intercorre fra nudismo/naturismo da un altro e pornografia/pedofilia fra l'altro.

Il "meglio sarebbe per lui che gli venisse legata al collo una macina girata da asino e fosse gettato nel mare" si riferisce a chi insidia i bambini, non certo ai naturisti!


martedì 28 aprile 2009, 19:31
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Se qualche prelato la pensa diversamente, ha soltanto bisogno che gli si spieghi la differenza non da poco che intercorre fra nudismo/naturismo da un altro e pornografia/pedofilia fra l'altro.

E secondo te... capirebbe il prelato? Dubito.


martedì 26 maggio 2009, 11:43
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Nudi senza vergogna
di John Wijngaards
da MISSION TODAY, Summer 1995, pp. 12 - 13.

Dopo una liturgia del Venerdì Santo, qualcuno mi chiese in tutta confidenza se il crocifisso che usavamo era fedele alle Scritture, poiché aveva imparato a scuola che Gesù era morto nudo sulla croce.

In realtà, non è facile stabilire con certezza cosa successe a questo proposito quando Gesù fu crocifisso. Il Vangelo di Nicodemo, apocrifo, afferma che Gesù indossava un panno attorno ai fianchi (Nicod 1:10). Questo Vangelo, tuttavia, fu scritto secoli dopo l’evento, e non è affidabile. Esso trae la descrizione della crocifissione da una fonte devozionale ma leggendaria: i cosiddetti Atti di Pilato, composti verso la fine del secondo secolo.

Alcuni studiosi della Scrittura ritengono che questo panno sui fianchi fosse una speciale concessione fatta dai Romani ai Giudei per non urtare la loro sensibilità. La somministrazione di droghe anestetizzanti prima della crocifissione poteva essere un’altra concessione di questo tipo. Anche a Gesù ne fu offerta una, ma egli rifiutò di berla (Matt. 27:34; Marco 15:23).

Non abbiamo, però, alcuna specifica conferma di una simile concessione riguardo alla nudità. Dai quattro Vangeli si ha l’impressione che i soldati togliessero a Gesù tutti i vestiti e se li dividessero come bottino.
Come trattavano, i Romani, quelli che venivano crocifissi? Dalle descrizioni lasciateci da scrittori contemporanei come Artemidoro e Arnano si deduce che le disgraziate vittime, in effetti, fossero lasciate completamente nude. Le meditazioni di alcuni Padri della Chiesa, come S. Cipriano e S. Agostino, sulla nudità di Gesù mostrano la loro convinzione che la nudità totale fosse una delle umiliazioni inflittegli. Soppesando le testimonianze, ritengo molto probabile che Gesù non indossasse un panno attorno ai fianchi.

E’ comprensibile che si eviti un realismo estremo nelle nostre crocifissioni e in altre rappresentazioni della passione, ma questo non dovrebbe farci dimenticare gli orrori della crocifissione. Per amor nostro, come dice Paolo (Fil 2:7), Gesù rinunciò a tutto ciò che possedeva. Insieme al dolore fisico, egli soffrì anche l’atroce umiliazione di essere esposto pubblicamente, nudo e vulnerabile, alla "colonna infame". Questo non vale forse, di per sé, una meditazione e una parola di ringraziamento?

Ma può essere importante, poi, prendere in considerazione anche la nudità. A causa del nostro passato vittoriano e puritano, nella nostra spiritualità abbiamo ancora tracce di sentimenti ostili al corpo. Ricordo che una volta un’infermiera mi riferì che, mentre faceva il bagno ad un paziente cattolico, questi le disse: "Sorella, dev’esser duro per lei vedere tanto peccato".
""Che cosa vuole dire?", gli chiese lei.
"Beh, toccare il corpo e roba del genere".
L’osservazione celava probabilmente un complesso di nozioni errate: quasi che una parte del nostro corpo fosse meno santa o rispettabile di altre; come se la nostra sessualità fosse semplicemente tollerata da Dio come male minore; o quasi che, come ho sentito da alcuni, il peccato originale si trasmettesse attraverso il rapporto sessuale. Figuratevi: il legame più meraviglioso al mondo, attraverso il quale marito e moglie cooperano alla creazione divina, visto come canale del peccato!

Nella nostra cultura, in cui del sesso si parla più apertamente, e in cui al tempo stesso la nudità è spesso sfruttata dai media a scopi commerciali, troviamo fianco a fianco l’antica vergogna puritana del corpo, un’insana preoccupazione per il sesso, e la ricerca di una libertà responsabile. Oggi è essenziale che noi cristiani ri-affermiamo le nostre convinzioni sul corpo.

Il corpo umano è bello. In esso non c’è niente che sia peccato, o di cui dobbiamo vergognarci. Il corpo mantiene la sua dignità e bellezza anche nella vecchiaia. Ai tempi di Gesù la gente era molto più naturale di noi sotto questo aspetto: Pietro era nudo quando lavorava sulla sua barca (Giov. 21:7); i Greci e i Romani praticavano i loro sport senza vestiti (la parola greca gymnos significa “nudo”, e la troviamo ancora in termini come “ginnastica” e “ginnasio”).

Possiamo provare un pudore sano e prudente nei confronti della nostra nudità, ma abbiamo anche ereditato un pudore sbagliato: come se fossimo Adamo ed Eva che, dopo aver peccato, d’improvviso scoprono di essere nudi (Gen 3:7). Una buona educazione cristiana dovrebbe aiutarci a scoprire la vera bellezza del corpo umano e del sesso. E’ proprio per il nostro profondo rispetto del corpo, tempio dello Spirito Santo, che dobbiamo evitare di farne un semplice strumento di piacere (1 Cor 6:18-20).

Trovo che la nudità di Gesù sulla croce sia significativa in questo contesto. Nel suo corpo Gesù ha portato tutte le cicatrici del nostro mondo, incluse la nostra smania e le nostre aberrazioni sessuali. Ci ha redento, e attraverso il suo corpo risorto ci permette di portare il nostro con un rinnovato senso di felicità e rispetto. "Questo sono io, è il mio corpo", ci dice quando riceviamo la santa comunione. Allora si riversano in noi la sua passione e la sua umiliazione, ma anche la sua resurrezione.

traduzione di Serenella Bischi
da
http://www.womenpriests.org/it/body/nakedwos.asp
oltre a questo articolo vi sono altri interessanti articoli sulo corpo e sul linguaggio sessista

John Wijngaards, laureato alla Pontificia Universita' Gregoriana di Roma, prete e missionario, ha lasciato la Chiesa Cattolica nel 1998 in contrasto con la chiusura della Chiesa ad ammettere il sacerdozio per le donne


giovedì 30 luglio 2009, 10:14
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Io non son credente, ma per logica, se dio ci ha creato anche ciò che noi nascondiamo, non si capisce perchè arbitrariamente ed in conflitto col suo volere, ce ne dobbiamo vergognare e quindi nascondere.

Avrebbe potuto crearci senza organi sessuali, semplicemente cambiando metodo di riproduzione. Uova o talea, clonazione spontanea..ecc.....

Invece, se ha deciso di donarci la gioia del concepimento e relativo atto, perchè disprezzare le decisioni di chi si adora???

Perdonatemi...ma è un paradosso.

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Alex Zanardi



giovedì 30 luglio 2009, 11:05
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non è un paradosso, è la realtà. il peccato reale, per chi crede, non è nel sesso coniugale, ma in quello extra. Poi, si, ci sono anche i vecchi parroci che pretendavano solo quello procreante, ma stiamo parlando del secolo scorso, o di più in la ancora.
Anche io sono della stessa idea. Mai letto, studiato, saputo, che Lui ci mettesse in condizione di tentazione, per cui il sesso coniugale lo ritengo più che lecito. La tentazione ce la creiamo noi quando diventiamo insaziabili e vogliamo cambiare sempre minestra, e li che nascono tutti i problemi legati al sesso, non basta mai, non è mai abbastanza contorto e perverso, c'è una ricerca assurda e continua della diversità di farlo, partner compresi. Si, chiaro che può essere più che piacevole cambiare, provare cose nuove, ma penso che siamo anche abbastanza intelligenti per porci dei freni, sopratutto quando questi desideri incontrano altre persone che non la pensano come noi (ergo, andare in spiaggia e voler copulare per forza con chiunque si incontra diventa perverso, limitante della libertà altrui, e rompe molto le sfere a tutti)

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giovedì 30 luglio 2009, 20:53
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Non riesco proprio a starmene zitto: è sotto gli occhi di tutti eppure...

fambros ha scritto:
Nudi senza vergogna
di John Wijngaards
da MISSION TODAY, Summer 1995, pp. 12 - 13.

Dopo una liturgia del Venerdì Santo, qualcuno mi chiese in tutta confidenza se il crocifisso che usavamo era fedele alle Scritture, poiché aveva imparato a scuola che Gesù era morto nudo sulla croce.

Come trattavano, i Romani, quelli che venivano crocifissi? Dalle descrizioni lasciateci da scrittori contemporanei come Artemidoro e Arnano si deduce che le disgraziate vittime, in effetti, fossero lasciate completamente nude. Le meditazioni di alcuni Padri della Chiesa, come S. Cipriano e S. Agostino, sulla nudità di Gesù mostrano la loro convinzione che la nudità totale fosse una delle umiliazioni inflittegli. Soppesando le testimonianze, ritengo molto probabile che Gesù non indossasse un panno attorno ai fianchi.

E’ comprensibile che si eviti un realismo estremo nelle nostre crocifissioni e in altre rappresentazioni della passione, ma questo non dovrebbe farci dimenticare gli orrori della crocifissione. Per amor nostro, come dice Paolo (Fil 2:7), Gesù rinunciò a tutto ciò che possedeva. Insieme al dolore fisico, egli soffrì anche l’atroce umiliazione di essere esposto pubblicamente, nudo e vulnerabile, alla "colonna infame". Questo non vale forse, di per sé, una meditazione e una parola di ringraziamento?


Cita:
Il corpo umano è bello. In esso non c’è niente che sia peccato, o di cui dobbiamo vergognarci. Il corpo mantiene la sua dignità e bellezza anche nella vecchiaia. Ai tempi di Gesù la gente era molto più naturale di noi sotto questo aspetto: Pietro era nudo quando lavorava sulla sua barca (Giov. 21:7); i Greci e i Romani praticavano i loro sport senza vestiti (la parola greca gymnos significa “nudo”, e la troviamo ancora in termini come “ginnastica” e “ginnasio”).

traduzione di Serenella Bischi
da
http://www.womenpriests.org/it/body/nakedwos.asp
oltre a questo articolo vi sono altri interessanti articoli sulo corpo e sul linguaggio sessista

John Wijngaards, laureato alla Pontificia Universita' Gregoriana di Roma, prete e missionario, ha lasciato la Chiesa Cattolica nel 1998 in contrasto con la chiusura della Chiesa ad ammettere il sacerdozio per le donne


Possibile che non si riesca a fare 1 + 1, nemmeno quando teoricamente si sarebbe predisposti a tale operazione (l'autore dell'articolo non parrebbe ostile alla nudità)?

Ai tempi di Gesù lo stare nudi non poteva essere un'umiliazione (primo quote) se 'la gente era molto più naturale di noi sotto questo aspetto' (secondo quote).
Diciamo che, come umiliazione (?), potrebbe essere paragonata, per chi viene rinchiuso in prigione ai giorni nostri, alla privazione dell'automobile, per esempio.
Probabilmente, solo quando una certa mentalità ha cominciato a farsi strada nella mente della gente dell'epoca, si è sentito il bisogno di modificare le scritture per evitare di dover pensare al 'figlio di Dio' senza mutande.

Questo è ciò che penso da un po' di tempo: non è la cultura cattolica che ha inluenzato le idee della gente: sono le idee della gente che hanno prodotto in alcune zone (tra cui l'Italia) il cristianesimo cattolico, in altre quello protestante, in altre ancora quello ortodosso, in altre ancora i vari integralismi (cattolici e non).

Riguardo il naturismo, inutile dare ai preti più colpa di quanta ne hanno: una parte va più correttamente attribuita anche a chi, la testa, la usa solo come separatore per le orecchie.

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Sono un testimone di Genova: la mia religione mi proibisce di spendere.
Meglio aiutare un cieco ad attraversare la strada che lasciare che un non vedente utilizzi le sue differenti abilità.


venerdì 31 luglio 2009, 1:31
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Non parlo di chiesa e di regole dettate dalla stessa ma di quelle inventate dagli uomini.
Il paradosso a cui accennavo, per chi è credente, è quello di schifare ciò che il creatore, a cui tutta la vita da credente fa riferimento, ci ha creato.

Se ci ha creato il corpo, le gambe, il viso, i piedi ed i genitali....perchè attribuire il peccato e lo schifo ad una di queste? Il nostro corpo è creato così e nella sua totalità un credente lo deve apprezzare come cratura.

Attribuire significati negativi dettati da cultura o ignoranza significa offendere il creatore.

Sarebbe come se le culture e le religioni decidessero di eliminare un genere animale o vegetale o un fiume, perchè rappresenta il male ed il peccato. Sterminiamo tutti i serpenti in nome di dio???

Questo mi allibisce di molti (troppi) credenti. Se io adoro il mio creatore, devo adorare anche ciò che ha creato.Devo combattere ciò che crea male e non ciò che SECONDO ME lo rappresenta.

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Alex Zanardi



venerdì 31 luglio 2009, 7:13
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Nei principi cristiani ... rivestire gli ignudi ... per cui c'è un atteggiamento caritatevole nei confronti degli ignudi e non di condanna altrimenti sarebbe ... rivestire i peccatori ignudi.

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Un esempio:
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venerdì 31 luglio 2009, 15:15
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penso che si intenda in generale, non solamente abiti..
Dolce & Gabbana, Valentino, Armani.....santi subito???
:lol: :lol: :lol: :lol:


Chiaramente, approfitto per scherzare.

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venerdì 31 luglio 2009, 15:44
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paeba ha scritto:
Non parlo di chiesa e di regole dettate dalla stessa ma di quelle inventate dagli uomini.

Beh, mi verrebbe da dire.. quale e' la differenza??

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lunedì 3 agosto 2009, 18:17
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Infatti.

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martedì 4 agosto 2009, 6:52
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Scusate ma non ho fatto in tempo a leggere tutte le pagine dell'argomento,ma certamente con calma leggerò tutti gli interventi.Lavoro in parrocchia e come ex religioso ,biblista e teologo non demoralizzatevi all'interno della chiesa qualcosa si stà muevendo perchè la chiesa ha parecchie anime e idee dove possono convivere.E' da un anno che sto lavorando ad un scritto su nudismo nell'antico testamento e nuovo testamento e primi atti degli apostoli.Le cose che stanno uscendo sono confortanti.Tra breve vi darò qualche notizia.Ho iniziato a fare i famosi esercizzi spirituali (sopratutto ai giovani)con all'interno questa problematica dove i giovani scoprono la nudità ,e la pratichiamo,come segno di vita nuova in Gesù Cristo.Con molta cautela sto facendo i passi necessari per poter portare anche la comunione ai cattolici nei campi nudisti o naturisti.Forse ci sarà in futuro un diacono per noi naturisti .

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cordom ha scritto:
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Tanti auguri per l'impresa che ti accingi ad intraprendere. :friends:
Attendiamo tuoi aggiornamenti in proposito!


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In bocca al lupo e facci sapere!


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in bocca al lupo , facci sapere come va


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