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blu
Utente Espulso
Iscritto il: venerdì 3 febbraio 2006, 10:11 Messaggi: 1241
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Mah.
Secondo me connessione tra naturismo e religione non andrebbe ricercata.
Non ha senso.
Certo il naturismo (anche inconsapevole o atavico) è nato e vissuto tranquillamente prima di qualsiasi religione, certamente prima del Cristianesimo.
Quindi che sia giusto o no, non è certo compito della religione cattolica dirlo.
Se mai si dovesse esprimere un giudizio moralizzatore (come se ce ne fosse bisogno) sarebbe assolutamente fuori luogo, sia in un senso che nell'altro.
Già il fatto che si parli di peccato (ho letto questa parolaccia qua e là) mi fa venire i brividi, poiché si pone (come sempre) un'ipoteca pregiudizievole e pesante sul discorso.
Non so cosa possa entrarci il peccato, ma è certo che chi ha di questi pregiudizi è meglio che non si avvicini nemmeno lontanamente ad una pratica come questa, che è ad alto rischio, come ha fatto notare qualcuno prima.
Chissà perché alle suore si facevano tagliare i capelli se non per mortificarle e liberarle dal pensiero fatuo e caduco della bellezza e della carne.
Chissà perché non possano truccarsi, o portare minigonne o vestiti scollati.
Credo, per non essere provocanti, per non evocare pensieri peccaminosi?
Perché, non potrebbero portare comunque una minigonna (non dico mini-mini) e starsene buone per i fatti loro?
Se è evocativa una minigonna o una scollatura, chissà se non lo sia la nudità completa.
Perché le suore di clausura, o i frati, non hanno momenti di nudità collettiva nei conventi, dato che comunque è una cosa che rimane nelle mura del convento stesso?
Chissà perché alle ragazzette delle scuole medie o superiori viene vietato di indossare una maglietta un po' corta che scopra la pancia?
Ma perché il vestito da sposa non deve scoprire le spalle?
Perché leggo in questa sezione che una legge sul naturismo tipo quella spagnola non si può fare perché siamo troppo ancorati alla morale cattolica-vaticana, quando in questo topic si afferma che persino il Papa auspicherebbe il naturismo?
Allora c'è qualcuno che mente, e cerca delle scuse inutili per non impegnarsi a fondo.
No, dico, Grillini, che si dà da fare in questo senso ..... ha più volte affermato che proporre una legge tipo quella spagnola sarebbe inaccettabile per la mentalità cattolica romana.
Allora mente alla grande.
O non è informato bene, e quindi non ci prova per niente ad osare.
C'è qualcosa che non quadra.
Più di un qualcosa.
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| giovedì 22 febbraio 2007, 13:08 |
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giulio74
eXtraJuniorAdmin
Iscritto il: giovedì 16 novembre 2006, 10:51 Messaggi: 4000 Località: Marostica (VI)
Genere (M/F): Maschio
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Blu,
penso che si cercasse di dimostrare l'inconsistenza teologica di certi pregiudizi contro la nudità ben presenti all'interno della Chiesa Cattolica.
Una volta appurato che non esistono preclusioni bibliche contro la nudità (eccetto Noè che se non erro maledisse il figlio Cam perché egli sorprese il padre "nella sua nudità", ma non si capisce bene cosa intenda qui), sono state riportate prese di posizione di Papa Wojtyla che non sono affatto contrarie alla nudità "rispettosa del corpo".
Ciò detto, esistono molte contraddizioni, alcune delle quali giustamente da te menzionate, che non hanno però alcun fondamento teologico, sono solo delle convenzioni applicate da "uomini" e come tali suscettibili di essere errate.
E' giusto o no impedire l'ingresso in Chiesa a ragazze in minigonna e jeans a vita bassa, come pure ad uomini in pantaloncini corti, adducendo come motivi "che il luogo sacro esige rispetto"?
Ma Dio, non vede dentro di noi? Cosa gliene importa a Dio di come siamo vestiti in Chiesa?
Secondo me, chi di noi è cattolico credente e praticante, ma nel contempo ha qualche dubbio che il naturismo possa essere "peccato", qui trova tutta una serie di documenti dai quali può tranquillamente evincere "no, non è peccato".
Giulio
P.S. Mia moglie fu cacciata una volta addirittura dal patronato della sua parrocchia perché indossava una minigonna...
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| giovedì 22 febbraio 2007, 13:36 |
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gongo
Assiduo
Iscritto il: giovedì 2 febbraio 2006, 15:47 Messaggi: 521 Località: dove appendo il cappello
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ci sono posti in cui, per rispetto al posto stesso, si va vestiti in un certo modo, e il naturismo non c'entra per nulla.
così in chiesa non si va in pantaloni corti o con le ciabatte, così in parlamento si sta vestiti in un certo modo ...
è un fatto culturale, è un modo per manifestare il rispetto secondo i nostri canoni culturali.
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| giovedì 22 febbraio 2007, 14:18 |
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giulio74
eXtraJuniorAdmin
Iscritto il: giovedì 16 novembre 2006, 10:51 Messaggi: 4000 Località: Marostica (VI)
Genere (M/F): Maschio
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... appunto: è solo un fatto culturale, una convenzione "umana", che di sacro non ha proprio nulla.
Anche perché il concetto di abito "decente" è del tutto suscettibile di interpretazioni. 
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| giovedì 22 febbraio 2007, 14:51 |
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blu
Utente Espulso
Iscritto il: venerdì 3 febbraio 2006, 10:11 Messaggi: 1241
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gongo ha scritto: ci sono posti in cui, per rispetto al posto stesso, si va vestiti in un certo modo, e il naturismo non c'entra per nulla. così in chiesa non si va in pantaloni corti o con le ciabatte, così in parlamento si sta vestiti in un certo modo ... è un fatto culturale, è un modo per manifestare il rispetto secondo i nostri canoni culturali.
Il rispetto al posto, non l'ho mai sentita.
Comunque, certo che se partiamo dal presupposto per cui se esponi qualche cm di pelle stai mancando di rispetto al posto o a qualcuno, allora non vedo come sostenere la naturalità e la leicità del naturismo.
Un'altra contraddizione.
Guarda, in parlamento ci vanno vestiti anche con pellicce sontuose e con vestiti da migliaia di euro: non parliamo di rispetto, per favore.
Come disse qualcuna, meglio nude che con una pelliccia.
Decine di pelli di animali per fare la finta signora in certi posti, che meritano rispetto?
Ma qui siamo nella sezione naturismo?
Spendere migliaia di euro per un vestitino è una cosa amorale: quel tal posto merita rispetto in quel modo?
Mah.
Vedo che questo naturismo ha delle motivazioni un bel po' tiepide.
Parliamo di nudismo, che mi sembra più consono.
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| giovedì 22 febbraio 2007, 14:52 |
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blu
Utente Espulso
Iscritto il: venerdì 3 febbraio 2006, 10:11 Messaggi: 1241
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giulio74 ha scritto: Blu,
penso che si cercasse di dimostrare l'inconsistenza teologica di certi pregiudizi contro la nudità ben presenti all'interno della Chiesa Cattolica.
...[/quote] Non credevo si ambisse a tanto. L'inconsistenza teologica? Ma davvero c'è qualcuno in condizione di farlo? E' una roba tosta, questa. giulio74 ha scritto: Blu, Ciò detto, esistono molte contraddizioni, alcune delle quali giustamente da te menzionate, che non hanno però alcun fondamento teologico, sono solo delle convenzioni applicate da "uomini" e come tali suscettibili di essere errate.
La teologia ha affrontato soltanto alcuni temi (e neppure i più importanti: a fare tutta una teoria strampalata sull'infallibilità del Papa, penso, sia stato tempo abbastanza sprecato....)
Il resto è stato normato da regole scritte in tempi più o meno recenti, e fatte rispettare dai vescovi e dai loro collaboratori.
Teologicamente mi sembra non vi sia cenno all'istituto dell'inquisizione, teologicamente dico.
Fu una cosa però che segnò drammaticamente molte persone.
Come non è teologia ciò che norma i conventi ed i monasteri: sono invece le "regole".
Lasciamo da parte la teologia, non scomodiamola.
Non credo che nessuno di noi sia in grado di contrastare teologicamente la cura romana: chi lo fa di solito viene scomunicato.
Quindi mi sembra inutile tirar fuori riferimenti bibblici alla tal cosa, o alla tal altra.
Il papa sovrascrive qualsiasi cosa, e se non lui il trattato teologico che si vuol far valere.
Ma che senso ha andarsi a leggere la Bibbia, o il Vangelo per trovarvi il versetto che assolva il naturismo?
Se mai riferimento si possa trovare, non essendovi naturismo praticato all'epoca a cui le scritture si riferiscono, ogni riferimento è altresì da intendersi generale.
San Francesco, che si spogliò di tutto, fu subito invitato a ricoprirsi, e non continuò a fare del sano naturismo per non scioccare la curia e per esserne accettato.
Vedo che anche tu parli di peccato, ed una volta ancora si cerca di dare una valutazione comparativa del naturismo con questo giudizio morale.
Nulla c'entra il peccato con il naturismo, è bene ribadirlo, né nel bene né nel male.
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| giovedì 22 febbraio 2007, 15:17 |
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giulio74
eXtraJuniorAdmin
Iscritto il: giovedì 16 novembre 2006, 10:51 Messaggi: 4000 Località: Marostica (VI)
Genere (M/F): Maschio
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... alla faccia del predicozzo...
Non mi sembra di avere utilizzato la parola "teologico" a sproposito, se è così me ne scuso con i teologi che frequentano il forum. Diciamo allora "inconsistenza dottrinale"? Oppure "inconsistenza dogmatica"? Ermeneutica delle Sacre Scritture?
Ancora una volta, si dicono le stesse cose usando parole diverse.
Visto che però la domanda alla quale si ritorna è sempre la stessa, e visto che non sono tutti come te e me, caro blu, ma ci sono tra noi villeggianti alcuni cattolici credenti e praticanti che si sono posti la domanda "ma il naturismo è accettato o no dalla Chiesa?" "il naturismo è ufficialmente considerato peccato?" alla quale si è cercato di dare delle risposte anche in base ai documenti ufficiali: la Bibbia anzitutto, in particolare i Vangeli, e poi i documenti redatti nientedimeno che da Papa Giovanni Paolo II.
Questo perché, se a me o a te il concetto non tange in quanto per noi non è affatto "peccato", e anche se lo fosse probabilmente lo faremmo lo stesso, probabilmente tra i frequentatori del forum ci sono anche persone che magari sono potenzialmente interessate alla pratica naturista (o nudista) però magari hanno qualche remora dovuta alla loro formazione.
Con questo si intende mettere a loro disposizione gli strumenti per trarre da soli una conclusione, al di là delle prese di posizione della CEI o dell'Avvenire o dell'Osservatore Romano.
E se andiamo a leggere il Vangelo di certo nessuno parlerà di "naturismo" o di "nudismo", però si riesce a capire se 'sto corpo umano nudo è veramente così immondo come ci vogliono far credere oppure no. E per molti questo può essere un aiuto a superare certe remore.
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| giovedì 22 febbraio 2007, 15:43 |
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beatus
Turista
Iscritto il: mercoledì 19 aprile 2006, 19:17 Messaggi: 13
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giulio74 ha scritto: ... bravissimi!!!
E con questo, penso che non vi sia molto da aggiungere per quanto riguarda le fonti attendibili.
E' pur vero che "Amore e Responsabilità" non è un'enciclica, ovvero in essa il futuro Papa non gode ancora del principio di infallibilità di quando da Pontefice parla "ex-cathedra", cionondimeno mi pare una fonte di altissimo livello.
beh, l'infallibilità è assai rara negli interventi papali....
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| giovedì 22 febbraio 2007, 18:48 |
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sergino
Turista
Iscritto il: sabato 15 aprile 2006, 19:53 Messaggi: 79 Località: Bergamo
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Ciao
Sono convito che la chiesa sia un po' come un partito politico che abbia perso il senso puro dell'aproccio filosofico al pensiero (a qualunque teoria esso apartenga). Il dogma è sempre assunto a massimo riferimento per giustificare il tutto ed il contrario di tutto e la chiesa non ha nulla da imparaerre in questo, la chiesa è potere, e chi rincorre il potere e se ne fa uno scopo, deve avere la capacità di dire tutto ed il contrario di tutto (lo stanno anche dimostrando i nostri beneamati politicanti dell'ex governo pacifista... ma questa è un'altra storia).
Un mio amico definisce la chiesa come un millepiedi. cinquescento a destra ed altrettanti a sinistra, sempre pronta ad adeguarsi ad ogni evenienza.
Si potrebbe impostare la questione comunque in altro modo, per coloro che si sentono di avvicinaresi al naturismo e magari sono credenti. Da ateo convinto non voglio dar lezioni, ma se dio è quell'entità che ha creato il tutto non dovrebbero esister problemi nel prender il sole nudi, nello stare in contatto con la natura come dio ti ha fatto. Non si sta parlando di libertinaggio o di non sò quale perversione sessuale, ma di un atto del tutto naturale, essere in cotatto con gli elementi e quindi anche con dio.
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| giovedì 22 febbraio 2007, 19:01 |
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giulio74
eXtraJuniorAdmin
Iscritto il: giovedì 16 novembre 2006, 10:51 Messaggi: 4000 Località: Marostica (VI)
Genere (M/F): Maschio
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Sono perfettamente d'accordo sul fatto che un ateo o un laico possano considerare tutti questi discorsi su religione cattolica e naturismo come delle pure "s...e mentali".
Anch'io mi considero un laico e se la Chiesa fosse contraria al naturismo non me ne farei comunque un problema.
Bisogna però considerare il punto di vista di un cattolico osservante, per il quale se ci fosse un anatema della Chiesa contro il naturismo sarebbe da un punto di vista di coscienza molto difficile andarci contro.
In questo topic si è dunque anche cercato di documentare (e mi pare che Wave lo abbia fatto benissimo) l'ASSENZA di preclusioni dogmatiche della Chiesa contro il naturismo, al di là dell'assenza nelle Sacre Scritture di demonizzazioni del corpo nudo "tout-court".
Per quanto riguarda l'infallibilità del Papa quando parla "ex-cathedra", caro beatus, possa piacerti o no, questo è uno dei dogmi della Chiesa Cattolica - che tralaltro provoca problemi nei rapporti con le altre Chiese come quella Ortodossa che non sono disposti a riconoscere tale dogma.
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| venerdì 23 febbraio 2007, 9:49 |
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blu
Utente Espulso
Iscritto il: venerdì 3 febbraio 2006, 10:11 Messaggi: 1241
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giulio74 ha scritto: Bisogna però considerare il punto di vista di un cattolico osservante, per il quale se ci fosse un anatema della Chiesa contro il naturismo sarebbe da un punto di vista di coscienza molto difficile andarci contro.
E' appunto questo quello che ho cercato di dire. Ma sembra che per molti sia un problema sormontabile. giulio74 ha scritto: In questo topic si è dunque anche cercato di documentare (e mi pare che Wave lo abbia fatto benissimo) l'ASSENZA di preclusioni dogmatiche della Chiesa contro il naturismo, al di là dell'assenza nelle Sacre Scritture di demonizzazioni del corpo nudo "tout-court".
Questo non sta a noi dirlo.
Ci sono degli organi competenti a farlo.
Non credo che sia autorizzata una lettura autonoma del cattolicesimo.
Le eresie ci sono state per questo.
Mi pare pretenzioso mettersi a dire ciò che sia ammissibile per il cattolicesimo e ciò che non lo è.
Perché non compete a nessuno farlo, se non al Papa ed al suo collegio episcopale, oltre alle varie commissioni che di volta in volta lui designa per specifici problemi.
Quindi dire:"Ho letto questa cosa quindi la tal altra è lecita" è scorretto, o quantomeno soggetto ad eventuale rettifica o smentita o precisazione da parte del Vaticano.
Anche il pensiero sull'omosessualità è cambiato, ma non in virtù della società, ma delle dichiarazioni del Clero.
Da "Invertiti", gli omosessuali sono diventati creature di Dio in tutto degne di rispetto ed in seno alla comunità cattolica finquando non commettono peccato con il sesso omosessuale.
In parole povere, purché rimangano casti.
Quindi, da una condanna assoluta a causa della condizione, ad una condanna solo se praticanti.
Una bella differenza, che tuttavia ha valore solo da momento che l'ha sancita il Clero.
Non è che uno si sveglia la mattina e dice "Ma che male fanno gli omosessuali" e si dà un colpo di spugna al peccato che incombe sul problema!
Insomma, classico degli italiani, il fai da te.
Il Bricolage del Cattolicesimo, quelle scatole piene di tanti arnesi e pezzettini e chiodini e collette che piacciono tanto a certe persone, non c'è, non esiste se uno vuole e si dichiara cattolico praticante.
Altro discorso è invece quello del cristiano per cultura e nascita ma non per scelta, che ben si distingue e prende le distanze dal dogma e dal Clero, e che quindi può formulare un discorso critico è più che benvenuto.
E' come asserire di far parte della Champions League in tutto e per tutto, e poi farsi le regole proprie, basandosi sul concetto primordiale del gioco della palla!
Basta un minimo di logica e rispetto delle regole, per capire di aver sconfinato nell'altrui competenza.
Poi, come dico sempre, ognuno fa come crede.
La mia non vuole nemmeno essere una critica a chi deve per forza trovare un appiglio congruente ai propri atteggiamenti e preferenze.
Credo altresì che invece di crearsi delle condizioni peroranti, uno accetti con serenità di poter essere in contrasto con determinati dettami irrazionali, tutto sarebbe più facile.
Ci vuole personalità, ovviamente.
D'altronde ad essere naturisti, ora come ora, non è che sia una scelta facile e conformista.
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| venerdì 23 febbraio 2007, 13:21 |
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sunrise
Stagionale
Iscritto il: venerdì 28 aprile 2006, 16:23 Messaggi: 107 Località: Roma
Genere (M/F): Maschio
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blu ha scritto: giulio74 ha scritto: In questo topic si è dunque anche cercato di documentare (e mi pare che Wave lo abbia fatto benissimo) l'ASSENZA di preclusioni dogmatiche della Chiesa contro il naturismo, al di là dell'assenza nelle Sacre Scritture di demonizzazioni del corpo nudo "tout-court".
Questo non sta a noi dirlo. Ci sono degli organi competenti a farlo. Non credo che sia autorizzata una lettura autonoma del cattolicesimo. Le eresie ci sono state per questo. Mi pare pretenzioso mettersi a dire ciò che sia ammissibile per il cattolicesimo e ciò che non lo è. Perché non compete a nessuno farlo, se non al Papa ed al suo collegio episcopale, oltre alle varie commissioni che di volta in volta lui designa per specifici problemi. Quindi dire:"Ho letto questa cosa quindi la tal altra è lecita" è scorretto, o quantomeno soggetto ad eventuale rettifica o smentita o precisazione da parte del Vaticano. Anche il pensiero sull'omosessualità è cambiato, ma non in virtù della società, ma delle dichiarazioni del Clero. Da "Invertiti", gli omosessuali sono diventati creature di Dio in tutto degne di rispetto ed in seno alla comunità cattolica finquando non commettono peccato con il sesso omosessuale. In parole povere, purché rimangano casti. Quindi, da una condanna assoluta a causa della condizione, ad una condanna solo se praticanti. Una bella differenza, che tuttavia ha valore solo da momento che l'ha sancita il Clero. Non è che uno si sveglia la mattina e dice "Ma che male fanno gli omosessuali" e si dà un colpo di spugna al peccato che incombe sul problema! Insomma, classico degli italiani, il fai da te. Il Bricolage del Cattolicesimo, quelle scatole piene di tanti arnesi e pezzettini e chiodini e collette che piacciono tanto a certe persone, non c'è, non esiste se uno vuole e si dichiara cattolico praticante. Altro discorso è invece quello del cristiano per cultura e nascita ma non per scelta, che ben si distingue e prende le distanze dal dogma e dal Clero, e che quindi può formulare un discorso critico è più che benvenuto. E' come asserire di far parte della Champions League in tutto e per tutto, e poi farsi le regole proprie, basandosi sul concetto primordiale del gioco della palla! Basta un minimo di logica e rispetto delle regole, per capire di aver sconfinato nell'altrui competenza. Poi, come dico sempre, ognuno fa come crede. La mia non vuole nemmeno essere una critica a chi deve per forza trovare un appiglio congruente ai propri atteggiamenti e preferenze. Credo altresì che invece di crearsi delle condizioni peroranti, uno accetti con serenità di poter essere in contrasto con determinati dettami irrazionali, tutto sarebbe più facile. Ci vuole personalità, ovviamente. D'altronde ad essere naturisti, ora come ora, non è che sia una scelta facile e conformista.
Grande Blu! E' esattamente vero ed è una definizione azzeccatissima quella di "bricolage" del cattolico italiano. Secondo me c'è una incoerenza di fondo in chi si dichiara cattolico praticante (e sono moltissimi) e però poi contesta nei fatti più che nelle parole i dettami morali della Chiesa. Non è come scegliere l'insalata al mercato, "questa mi piace, questa no...". La regola è una sola, ed è quella che il papa infallibile e la gerarchia ecclesiastica stabiliscono, non esiste libertà interpretativa nella chiesa.
Poi è chiaro che uno è stralibero di fare come crede giusto, ma se convivi, fai sesso fuori dal matrimonio, non vai in chiesa, vai in Spagna a fare la fecondazione assistita e quant'altro non puoi dirti cattolico. Cristiano sì o con una fede fortemente ispirata al cristianesimo, ma non cattolico
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| venerdì 23 febbraio 2007, 13:48 |
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giulio74
eXtraJuniorAdmin
Iscritto il: giovedì 16 novembre 2006, 10:51 Messaggi: 4000 Località: Marostica (VI)
Genere (M/F): Maschio
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... che dire: avete ragione. Però c'è una differenza di fondo.
Sul sesso fuori del matrimonio, sulla fecondazione assistita, sull'aborto, sulla contraccezione, sul divorzio... la Chiesa si è espressa, eccome!
Altrettanto non si può dire del naturismo (e ritorniamo al nocciolo del discorso).
Per cui, in assenza di prove contrarie, la Chiesa NON è ufficialmente contraria al naturismo.
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| venerdì 23 febbraio 2007, 13:55 |
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blu
Utente Espulso
Iscritto il: venerdì 3 febbraio 2006, 10:11 Messaggi: 1241
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giulio74 ha scritto: Per cui, in assenza di prove contrarie, la Chiesa NON è ufficialmente contraria al naturismo.
Giulio, è ciò che ho detto fin dall'inizio.
Vacatio legis.
Fino a disposizione ostativa, è concesso.
Anche se non bisogna dimenticare che alcune diocesi si sono già mosse in senso repressivo.
L'importante è non inventarsi nulla, per dare una giustificazione plausibile al proprio comportamento.
L'importante, poi ..... per me, dico, perché la prima cosa è essere onesti con sé stessi.
L'approccio è quello di dire "Non faccio male a nessuno", e questo già basta e avanza per fare una cosa.
Inventarsi cose che vadano a suffragio di un certo comportamento non va bene, anche perché per una giustificazione che si trova, se ne trovano 200 contro.
Allora si è costretti ad una selezione parziale delle prove, questa sì (perché mi va bene) e questa no (perché non mi agevola) che porta a prendersi in giro da soli, e dà poca credibilità difronte agli altri.
Credo che sia sotto gli occhi di tutti che il Cattolicesimo non veda di buon occhio la nudità palese, comune e condivisa.
Che vi sia una ragione oppure no, se ne discute.
Ma è un dato di fatto che mi sembra assurdo confutare.
Allora, uno dice "Scelgo di fare il naturismo lo stesso" ed amen, invece di dire "sì l'ho letto pure sulla Bibbia....."
Sulla Bibbia trovo anche la legge del taglione, il ripudio della moglie, la lapidazione ed altro.
Lasciamo stare, no?
Ma poi il nostro caro Benedetto......pensate sia uno disposto a "consacrare" una pratica tanto libertina?
Questa è una valutazione tutta personale, s'intende, ma la trovo abbastanza reale.
O qualcuno mi vuole dire che non sia un reazionario?
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| venerdì 23 febbraio 2007, 17:04 |
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giulio74
eXtraJuniorAdmin
Iscritto il: giovedì 16 novembre 2006, 10:51 Messaggi: 4000 Località: Marostica (VI)
Genere (M/F): Maschio
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Mi trovi assolutamente d'accordo. Non c'è molto da aggiungere, meglio approfittare della vacatio legis e tanto basta.

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| venerdì 23 febbraio 2007, 17:08 |
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