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Oggi è giovedì 4 giugno 2026, 1:17
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Naturismo nelle Isole Ionie (Eptaneso)
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Messaggio |
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brancaleo60
Turista
Iscritto il: venerdì 11 aprile 2008, 11:38 Messaggi: 25
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Ayler ha scritto: Come ho detto più sopra in luglio non ci sono problemi. In agosto non saprei, ma ritengo che le spiagge da me segnalate, specie quelle a sud, non siano la meta prediletta del turista medio. E poi c'è tanto spazio ... Ti invidio un po'. Quest'anno per me niente Grecia! Buon viaggio Penso che se non vai in Grecia, andrai in qualche altro posto! Una precisazione. Il periodo che dovrei fare il viaggio è alla fine di Agosto inizio settembre. Forse troverò una situazione simile a quella di Luglio! Che dici? Sto valutando l'isola di Corfù ma ancora non ho deciso. Infatti sto pensando anche alla Corsica o all'isola di Minorca! Certamente devo decidere subito! Sicuramente la spiaggia relativa alla seconda foto dall'alto per me è eccezionale, soprattutto per la presenza del verde, e io lì c'andrei quasi tutti i giorni del mio soggiorno. Dovrebbero trattarsi di Avlaki e Capo Varvara. Giusto? A questo punto dovrei trovare alloggio nella zona nord-est? Cosa mi consigli!
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| giovedì 28 luglio 2011, 19:26 |
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Ayler
Turista
Iscritto il: domenica 7 dicembre 2008, 11:42 Messaggi: 62
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Noi stavamo a Benitses che aveva il vantaggio di essere più o meno al centro. Tieni presente che le spiagge del sud sono molto belle. Tra agosto e settembre non penso proprio troverai un gran affollamento. Le spiagge della foto sono a Capo Varvara ma non perderti Arillas. Minorca non la conosco ma credo sia molto più turicistizzata di Corfù. La Corsica è magnifica, ma una settimana è davvero poco, a meno che non ci si concentri su un'unica zona. Tieni anche presente che gli spostamenti sono spesso impegnativi a causa delle strade e della conformazione del territorio. Ho poi l'impressione che il clima sia più affidabile in Grecia. Non parliamo poi dei prezzi! Purtroppo la mia rinuncia alla Grecia non implica una vacanza in un altro luogo. E poi per me un'estate senza Grecia non è estate ...
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| giovedì 28 luglio 2011, 22:28 |
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brancaleo60
Turista
Iscritto il: venerdì 11 aprile 2008, 11:38 Messaggi: 25
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Ayler ha scritto: Noi stavamo a Benitses che aveva il vantaggio di essere più o meno al centro. Tieni presente che le spiagge del sud sono molto belle. Tra agosto e settembre non penso proprio troverai un gran affollamento. Le spiagge della foto sono a Capo Varvara ma non perderti Arillas. Minorca non la conosco ma credo sia molto più turicistizzata di Corfù. La Corsica è magnifica, ma una settimana è davvero poco, a meno che non ci si concentri su un'unica zona. Tieni anche presente che gli spostamenti sono spesso impegnativi a causa delle strade e della conformazione del territorio. Ho poi l'impressione che il clima sia più affidabile in Grecia. Non parliamo poi dei prezzi! Purtroppo la mia rinuncia alla Grecia non implica una vacanza in un altro luogo. E poi per me un'estate senza Grecia non è estate ... Innanzitutto voglio ringraziarti per le risposte! Per quanto riguarda la Corsica, stavo pensando alla zona sud est, Porto Vecchio -Bonifacio. Hai detto che alloggiavi a Benitses, ma per arrivare a Capo Varvara bisogna fare più di 40 KM, vero? Allora ti chiedo, come sono le strade di Corfù. Grazie!
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| venerdì 29 luglio 2011, 0:37 |
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Ayler
Turista
Iscritto il: domenica 7 dicembre 2008, 11:42 Messaggi: 62
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Le strade sono buone e il traffico è poco. A nord i tempi di percorrenza si allungano a causa dell'altimetria e della conseguente tortuosità dei percorsi. Comunque nulla di drammatico. Non guidavo io e i ricordi sfumano ma non ricordo nessun particolare disagio. Se mi viene in mente qualcos'altro torno a scrivere. 
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| venerdì 29 luglio 2011, 10:45 |
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brancaleo60
Turista
Iscritto il: venerdì 11 aprile 2008, 11:38 Messaggi: 25
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Ayler ha scritto: Le strade sono buone e il traffico è poco. A nord i tempi di percorrenza si allungano a causa dell'altimetria e della conseguente tortuosità dei percorsi. Comunque nulla di drammatico. Non guidavo io e i ricordi sfumano ma non ricordo nessun particolare disagio. Se mi viene in mente qualcos'altro torno a scrivere.  Ebbene sì, ho deciso. Anche se non so se ho fatto bene ma vado a Corfù. Speriamo bene! Talaltro devo prenotare una macchina. Che dite? Vanno bene le utilitarie? Oppure ci vuole il fuoristrada per raggiungere le spiagge segnalate? Grazie!
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| martedì 9 agosto 2011, 1:29 |
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Ayler
Turista
Iscritto il: domenica 7 dicembre 2008, 11:42 Messaggi: 62
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Un'utilitaria va benissimo. Buona vacanza!
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| domenica 14 agosto 2011, 12:43 |
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anna_tutta_panna
Habitué
Iscritto il: sabato 8 aprile 2006, 10:33 Messaggi: 412 Località: vicenza
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Anche se in ritardo di un anno ma a causa dell'hard disk che sembrava del tutto andato (siamo invece riusciti a recuperare nei mesi praticamente tutta la memoria e dunque anche questo report) vi consegno questo mega report sull'isola di Corfù come quello che avevamo fatto all'epoca per Creta, inserisco io il report del mio compagno perchè non riesce ad accedere con il suo nick name.
Corfù. Vacanza effettuate nel mese di settembre 2010, partenza da Venezia con Minoan Lines il 4 e rientro sempre a Venezia il 22. Andata 28 ore di viaggio e ritorno 25, formula camping on board. Pensavamo che la tratta fosse diretta invece anche se non si scende se non a destinazione il traghetto parte da Venezia e si ferma nell’ordine a Igoumentisa, Corfù e poi Patrasso (viceversa al ritorno). L’isola è di modeste dimensioni (larga al massimo 30 chilometri e al minimo 4 e lunga 65) ed è dunque abbastanza agevole percorrerla completamente in poche ore. Noi l’abbiamo rivoltata come un calzino nei 15 giorni di permanenza effettiva sull’isola percorrendo circa 850 km visto che abbiamo spesso scorrazzato da est a ovest, da nord a sud e viceversa … con un viaggio in senso orario o antiorario che si voglia fare con 150 km la si può visitare tranquillamente tutta. Inoltre in gommone visto il tempo clemente e l’assenza di vento in senso anti orario in varie tappe abbiamo costeggiato praticamente l’80% dell’isola …. da Ipsos fino a Lefkimmi abbiamo visto, scovato e ci siamo gustati (spesso logicamente anche solo visivamente) tutte le spiagge e calette anche le più remote irraggiungibili via terra di Corfù. Considerando che l’unico tratto che non abbiamo costeggiato in gommone è stato quello che va verso nord da Lefkimmi fino a Ipsos lo si vede facilmente dalla strada che costeggia possiamo dire di conoscere praticamente il 99% della costa. Motivo per il quale nonostante l’isola ci sia piaciuta tanto difficilmente ci torneremo non avendo altro da scoprire. La situazione delle strade direi che è abbastanza buona se paragonata a Creta e si percorrono abbastanza agevolmente anche con un mezzo abbastanza impegnativo nelle dimensioni come il nostro). Non nascondo di essermi trovato un paio di volte in difficoltà (in una di queste ho anche strisciato contro un sasso che leggermente usciva da un muro lo sportello posteriore del gavone!!) ma si è trattato di situazioni particolari che mi sono andato a cercare, se ci si muove normalmente nelle strade maggiormente indicate non si incontrano particolari problemi. Massima attenzione comunque ai rami sporgenti e alle stradine di montagna che spesso sono formate da tornanti stretti e salite alle volte decisamente ripide. Le arterie principali invece sono tranquillamente percorribili. Gli sterrati evitateli e comunque sono abbastanza rari. In settembre l’isola si presenta discretamente frequentata ma comunque si respira un aria di “sollievo” dall’invasione che sicuramente c’è nei mesi di luglio e agosto, mesi che sconsigliamo se si vuole stare tranquilli e visitare l’isola senza incappare in ammucchiate sia nelle spiagge che nei luoghi storici che l’isola offre in abbondanza. La temperatura ottima, di notte tra i 22 e i 24 gradi (perfetta per dormire) e di giorno dai 26 ai 32 (al sole 45/50!!). Tempo incredibile … abbiamo preso 6 ore di pioggia in 15 giorni, sempre una leggera brezza, vento sostenuto solo un giorno nella parte sud est dell’isola. Distributori di benzina, supermercati, ristoranti etc. ne troverete quanti ne vorrete e dunque da quel punto di vista nessun problema. Abbiamo trovato invece problemi nel far rifornimento d’acqua!! I gestori dei distributori non sono molto socievoli e predisposti a farti fare rifornimento d’acqua (della serie acqua si ma solo se fai anche rifornimento ed essendo l’isola piccola dopo 3 giorni si rischia di dover far rifornimento d’acqua con il serbatoio del carburante al 95%). Ricordatevi che nei porti spesso la si trova ed è gratuita. Per i camperisti si può sostare tranquillamente a 800 metri in direzione nord sulla destra appena usciti dal porto della capitale ma anche a 500 metri a sud sempre dal porto sulla destra. A Kerasia in spiaggia, ad Avlaki direttamente in spiaggia, Almiros (direttamente in spiaggia, portarsi nella zona più ad est dello spiaggione, non vi potete sbagliare visto che la strada sterrata percorribilissima finisce in un minuscolo porticciolo, Astrakeri (grande piazzale sterrato in piano e acqua nel porto), Paleokastritsa (nel porto però non c’è acqua), Halikounas (pefetto anche per soste di più giorni, da NON PERDERE) Per i gommoni: si può mettere il gommone in mare a Kerasia, Avlaki e Almiros, Astrakeri (porto con scivolo), Paleokastritsa (scivolo al porto) e tra la spiaggia di Alonaki e l’inizio di quella di Halikounas c’è uno scivolo non in ottimissime condizioni ma comunque praticabile, Le spiagge dove si pùò praticare naturirmo sono: tutte quelle da Kerasia fino ad Avlaki (quasi tutte però raggiungibili solo via mare), Almiros (la parte più ad est della spiaggia), Halikounas, Siamo partiti alle 17 del 4 settembre ed arrivati quasi alle ore 22 del 5. Prima sosta (porto di Kerkira, notte del 5 settembre). La vacanza è cominciata subito con un siparietto che ci ha fatti spanciare dalle risate. Stiamo quasi per attraccare e mi bussa al finestrino un signore italiano sulla sessantina con moglie al seguito piuttosto preoccupato (l’unico presente italiano oltre a noi in traghetto con il camper, gli altri sono tutti austriaci, tedeschi, inglesi, croati, etc.) chiedendomi se avevo idea di dove ci si poteva fermare a dormire visto l’orario tardo. Parliamo del più e del meno e mi dice di stare attento che sull’isola ci sono strade anguste e che lui percorrerà solo quelle principali facendo, testuali parole, “ciao ciao” a quelle strette e alle località e spiagge difficilmente raggiungibili, mi rendo immediatamente conto che non lo rivedrò facilmente anche se l’isola è piccola … ed in effetti è successo proprio così e non poteva essere diversamente visto che invece io ricerco proprio i luoghi impossibili .. anzi ho un certo fiuto per infognarmi, lo ammetto (e quando me lo dimentico la mia compagna me lo ricorda puntualmente ma sotto sotto la ringrazio, senza di lei sarei probabilmente già finito giù in qualche burrone)!! Ad ogni buon conto gentilmente e seguendo la regola del buon camperista “l’unione fa la forza” gli ho risposto di seguirmi che mi sarei fermato nel primo posto disponibile e che avremmo potuto dormire vicini senza problemi. Sbarcati mi dirigo verso nord e dopo soli 800 metri vedo un parcheggio illuminato e decido di fermarmi, tra l’altro anche un altro piccolo camper era già parcheggiato (e in nottata se ne aggiungerà un altro). Parcheggiamo e scendiamo entrambi e rivolgendomi a lui gli dico “mi sembra un posto tranquillo” .. lui annuisce e mi dice sicuramente si e aggiunge che essendo illuminato è anche sicuro … io risalgo in camper mentre lui si ferma fuori a prendere una boccata d’aria. Passano 5 minuti ed improvvisamente arriva un’auto che sembrava uscita dal film Fast and Furios … aprono le porte e scendono in 4 lasciando le portiere anteriori completamente aperte da dove si notano 8 autoparlanti da almeno 20 cm di diametro per porta, si tratta di uno dei classici impianti da qualche migliaio di watt rms che si vedono nei raduni di tuning (un pochino me ne intendo visto che da giovane ero un patito degli impianti esagerati e stavo immaginando quello che stava per accadere) … il silenzio viene squarciato da una musica da discoteca e nonostante fossi dentro il camper con tutto chiuso ed a una distanza di circa 50 metri vibravano quasi i vetri della cabina … il signore è rimasto circa due minuti a bocca aperta e mani sui fianchi prima di rendersi conto della situazione, io dentro memore del fatto di avergli detto “mi sembra un posto tranquillo” ero piegato in due dalle risate. Nel giro di 30 minuti le auto sono diventate circa 10 e i watt complessivi oltre i 20.000 il tutto innaffiato da un “Tu vò fa l’americano” in versione remix. Fortunatamente, visto che volevamo comunque tutti dormire, verso mezzanotte dopo aver scaricato le batterie delle auto lasciando solo qualche piccolo residuo di energia per l’accensione delle stesse sgommando se ne sono andati tutti!! Ancora adesso ho negli occhi l’immagine del tipo, il classico tranquillo e pacifico settantenne camperista, ingessato a guardare l’inferno scatenato da quelle auto con impianti degli di una gara di SPL e sorrido. La mattina del 5 comincia verso le 4 con un temporale, guardo l’ora e mi giro dall’altra, verso le 8 mi alzo e vedo che la giornata non sembra essere delle migliori e allora decido di dirigermi subito come per togliermi un peso verso Kavos (della serie so che non mi piacerà ma che un salto in tutta la vacanza lo devo fare). Seguo le indicazione del navigatore e mi trovo infognato su una montagna in una stradina asfaltata ma troppo stretta, fortunatamente senza danni trovo un’alternativa ed esco sulla strada che percorre la costa. Per un attimo ho rivissuto le gincane fatte a Creta ma poi il resto del viaggio scorre abbastanza tranquillo a parte il tratto da Kouspades fino a Perivoli dove volontariamente ho abbandonato la strada principale “rossa” sulla cartina per percorrere quella “gialla” che continuava sulla costa dove ci sono un paio di strettoie non impossibili ma dove sembra di non passare ad occhio. Arrivati a Kavos lasciamo il camper verso la fine del paese nel primo posto dove si poteva parcheggiare e ci dirigiamo verso il centro e la spiaggia. Kavos è un paese inglese, frequentato da soli inglesi, dove si vive all’inglese. Se vi piacciono le ragazze costumate con la pelle color bianco latte, le birre e le sbronze notturne avete trovato il posto che fa per voi. Un giretto in spiaggia per verificare di persona che quello non è il posto che fa per noi e ripartiamo immediatamente dirigendoci verso nord per arrivare, dopo aver passato di nuovo la capitale, a Kerasia. Prima di arrivare tentiamo inutilmente di raggiungere il mare ad Agni ma le strade troppo strette per il mezzo ci fanno desistere. Per arrivare in spiaggia a Kerasia gli ultimi 200 metri anche se asfaltati sono impegnativi causa una forte pendenza e la curva a gomito in fondo in camper se le auto non sono parcheggiate bene è problematica, comunque passiamo e ci dirigiamo verso il fondo della spiaggia dove riusciamo a parcheggiare il camper a 5 metri dal mare. La giornata ora è bella e il sole scalda che è un piacere, mangiamo velocemente e mentre la mia lei sistema il camper io preparo il gommone e alle 15 siamo già in acqua, ci dirigiamo verso sud fino a tornare circa a Ipsos, il mare (come in tutta Corfù) è limpido e dai colori meravigliosi. Questa zona è piena di spiagge molte delle quali però sono a disposizione di strutture alberghiere o di villoni privati dunque è impossibile praticare il naturismo o prendere il sole da soli come piace a noi motivo per il quale ci siamo limitati ad osservare lo spettacolo dal gommone senza sbarcare, siamo passati per la spiaggia di Kalami, quella di Agni, quella Krouzeri, di Kaminaki, Nisaki, Glifa e Barbati per poi rientrare a Kerasia, arrivati decido visto che le auto se ne sono andate di girare il camper per poter uscire il giorno seguente (con le auto girarsi non è possibile visto il fondo ghiaioso verso il mare e l’insufficiente spazio dove c’è lo sterrato con fondo duro). Facendo retromarcia un pochino troppo allegramente e non guardando troppo dove stavo andando essendo concentrato su rami, alberi etc. come un neo patentato mi sono letteralmente inabissato nella ghiaia con le ruote fino a toccare con il telaio, sceso dal mezzo guardo la mia compagna e le dico “beh, da qui non ne veniamo più fuori, passeremo tutta la vacanza a Kerasia”, detto questo a mani nude e con il prezioso aiuto di un signore tedesco che volontariamente si è messo a disposizione dopo 45 minuti a forza di spalare a mani nude, posizionare assi di legno sotto le ruote sono riuscito a portare fuori il bestione dalle sabbie mobili!! Mi ero insabbiato una volta a Capo Pecora in Sardegna ma anche la ghiaia non scherza devo dire. Incazzato con me stesso per l’ingloriosa figuraccia da novellino ma sollevato dall’essere venuto fuori da una situazione che nel primo istante mi era parsa veramente seria ho riparcheggiato dopo essermi girato nello stesso punto e ci siamo preparati per la notte lasciando il gommone fuori dal camper gonfio e pronto per il giorno seguente Seconda notte (spiaggia di Kerasia, notte del 6 settembre). La mattina seguente il sole splende che è una meraviglia e il mare è decisamente calmo, ad un tiro di schioppo vi vede l’Albania, facciamo colazione e verso le 10 siamo già sul gommone questa volta per esplorare la zona a nord di Kerasia. Le spiagge e le calette che si incontrano nel tragitto che da Kerasia va fino alla spiaggia di Soukia sono una più bella dell’altra (le spiagge segnate sulle cartine sono quelle turistiche e cioè raggiungibili via terra, quelle non raggiungibili non sono segnate nelle cartine e dunque non ve ne sappiamo dare i nomi e sulla cartina sembrano non esistere ma sono sempre le migliori o tra le migliori) , qui il mare è cristallino ed essendo la maggioranza di queste quasi impossibili da raggiungere via terra si possono trovare intere spiagge deserte dove poter stare in santa pace per ore senza essere disturbati. Per i naturisti più audaci e volenterosi di camminare consiglio vivamente questa zona, per chi ha il gommone è sicuramente una delle zone più belle dell’isola da visitare costeggiando. Ci siamo fermati in una caletta sotto Capo Varvaras dove c’è un piccolo faro, abbiamo preso il sole, abbiamo pranzato e ci siamo riposati. Poi nel primo pomeriggio ci siamo spinti verso il largo circumnavigando la piccolissima isoletta che si trova verso est per poi fare una fuga veloce in Albania. Raggiunte le coste arrivati nel primo posto dove si poteva attraccare un uomo ci ha fatto chiari segni di tornare da dove eravamo venuti. Essere preso per uno scafista, per giunta senza passaporto ne documenti non mi sembrava il caso e così ho fatto una stretta virata e grazie al mare quasi piatto ho staccato un glorioso tempo, considerato il 15cv del motore, di 4 minuti e 30 secondi per passare dall’Albania alle coste di Corfù, li abbiamo ancora un pochino costeggiato per passatempo fino a rientrare alla base. A questo punto avevamo pensato di andare a dormire in spiaggia a Avlaki visto che avevamo visto dal gommone passandoci che si poteva ma una volta giunti sul posto dopo aver percorso ben 4,5 km (!!!) e non essendosi nemmeno scaldata l’acqua del radiatore abbiamo costeggiato seguendo la strada principale e dopo aver girata nei dintorni di Aharavi ci siamo posizionati a dormire direttamente sulla spiaggia di Almiros nella parte più ad est dove finisce la stada sterrata che però risulta essere in piano oltre che larga e percorribilissima con qualsiasi camper, lì alla sera abbiamo visto uno dei più bei tramonti a cui abbiamo avuto la fortuna di assistere (in vita). Terza notte (spiaggia di Almiros, notte del 7 settembre). All’indomani vista la numerosa presenza di naturisti avvistati il pomeriggio precedente quando siamo arrivati sul posto abbiamo deciso di passare la mattinata lì, la spiaggia è bella ma il mare non particolarmente (sempre ad alti livelli si intende, non siamo mica a Jesolo con tutto il rispetto ma l’isola può offrire molto di più) e dunque nel primo pomeriggio ci siamo spostati prestino per giungere ad Astrakeri, dopo aver visto che nel porticciolo presente sul posto c’era un comodissimo scivolo per il gommone ci siamo trasferiti 300 metri in linea d’aria ad est di Astrakeri dove si trova un piccolo parcheggio (dove ci staranno per dare un’idea una decina di camper) costruito direttamente sopra il mare e abbiamo deciso di dormire con il mare a 2 metri dal camper, ci divideva in pratica solamente un muretto in cemento da un metro. Quarta notte (Astrakeri o spiaggia di Gialou, notte dell’8 settembre). La spiaggia di Gialou è simpatica e abbastanza grande, in sabbia e con il fondale che scende molto lentamente ma essendo tessile e con diverse persone (nessuna calca ci mancherebbe) non è stata da noi prese in considerazione e dunque una volta preparato il gommone ed aver utilizzato lo scivolo del porticciolo ci siamo diretti ad ovest verso Sidari non prima però di aver fatto una scappata ad est per costeggiare la parte di spiaggia che ci mancava e cioè quella relativa alle spiagge di Roda e Aharavi (spiagge tipo Rimini per capirsi vista la presenza di gente, ombrelloni, e strutture in genere). Andando verso ovest ci siamo spinti molto in là a dire il vero e solo una volta tornati sul camper ed aver guardato la cartina ci siamo accorti che eravamo arrivati a raggiungere la spiaggia di Longa (molto bella e completamente deserta). La zona che da Sidari va a Longa è veramente bella, l’isola in molti punti finisce a strapiombo sul mare e moltissime zone non sono raggiungibili via terra ma solo via mare. Andando da Astrakeri verso Ovest si incontrano nell’ordine le spiagge di Sidariou (lunga, in sabbia, con poca gente e molto agevole da raggiungere (la strada è a ridosso), quella di Drasti (tessile) prima di giungere a Longa (spiaggia stretta in sabbia incastonata nelle rocce che si ergono maestose dietro di essa .. da vedere) che quel giorno era deserta. In tutto quel tratto l’acqua è torbida dovuto quasi sicuramente alla presenza in essa dell’argilla che copiosamente viene erosa dalle roccie dalle onde del mare. A chi possiede il gommone devo dire che è d’obbligo visitare l’isolotto che si trova al capo Potripoti e a chi non lo possiede di noleggiare a Sidari un’imbarcazione ed andare verso ovest (ne vale la pena ed è questa dell’affitto di un’imbarcazione una prassi molto diffusa infatti in acqua era pieno di “boat rent”). Una volta rientrati alla base con molta calma abbiamo sgonfiato e riposto il gommone con motore ed attrezzature varie nel gavone e abbiamo dopo aver fatto la doccia riempito il serbatoio d’acqua nel porticciolo. Ci siamo diretti senza una meta fissa verso ovest per cercare un posto dove dormire, inutilmente abbiamo cercato ad Agios Stefanos e Arillas … gli sguardi ci hanno fatto capire che non amavano molto i camperisti anche perché a dire il vero non ci sono spazi adatti alla sosta di mezzi così ingombranti, ad Agios Stefanos l’unica possibilità era sostare al porto ma abbiamo preferito cercare altro e ci siamo così diretti e fermati nel golfo di Agios Georgios Quinta notte (Agios Georgios e omonima spiaggia, notte del 9 settembre). Anche qui i posti dove sostare non sono poi così tanti anche se il golfo è veramente grande, ci siamo fermati sul ciglio della strada dove gli spazi lo consentivano, visto che non era ancora tardissimo ci siamo fatti a piedi tutto il golfo, qui la spiaggia è veramente grande ma il centro abitato si estende per tutto il golfo e dunque non ci sono zone tranquille dove poter praticare il naturismo ma è un ottimo posto per le famiglie e per chi ama le spiagge non affollate ma però attrezzate. Abbiamo cenato e abbiamo dormito non proprio benissimo vista la presenza della strada a 1 metro dal camper. Il giorno dopo ci siamo immediatamente mossi e abbiamo fatto un bellissimo giro prendendo la strada panoramica che da Agios Georgios porta a Makrades, Krini e Lakones per giungere fino a Paleokastritsa. Nel primo tratto la streada sale parecchio portandovi ad avere una vista strepitosa della parte nord ovest dell’isola con relativi isolotti, veramente bello il paesaggio. Durante la strada abbiamo visitato il castello di Angelokastro, ne vale decisamente la pena (lasciando il camper in paese e facendo a piedi quasi un chilometro, a dire il vero anche se la strada sembra stretta poi arriva in un piccolo spiazzo dove senza problemi si potrebbe anche arrivarci con i nostri bisonti). Il castello è semi distrutto ma posizionato in modo veramente strategico e al suo interno c’è una piccola “chiesetta” o cripta, non saprei bene come definirla completamente al buio, portatevi se l’avete una torcia per illuminarla e vederla. La strada da Lakones a Paleokastritsa è un’inferno, stretta e sconnessa ma il vero problema è che è invasa da moltissimi pulmann che sfidando le leggi della fisica (infatti sarebbe proibito il transito ai mezzi superiori alle 5 t) vanno avanti e indietro e quando gli si incrocia sono dolori (e faticose manovre). Noi siamo stati fortunati e gli abbiamo presi in zone dove c’erano sufficienti spazi di manovra ma con un pochina più di sfortuna (ma non tanta) sarebbero stati problemi di un certo rilievo anche perché nonostante fosse settembre in quel posto il traffico è sostenuto (non oso immaginare cosa sia in agosto!!) e dunque anche far spostare altri mezzi rende il tutto più difficile. Arrivati a Palokastritsa visto il tempo non eccezionale abbiamo deciso di visitare il monastero e di fare un giro in zona (qui nessun problema per parcheggiare, ci sono diversi parcheggi oltre ad un porto di buone dimensioni). Dopo aver pranzato ha cominciato a piovere e dunque ci siamo diretti verso sud senza avere una meta precisa. Presa la strada principale ci siamo diretti verso Pelekas per poi proseguire fino a Sinarades e poi Ano Garouna dove giunto sul posto ho avuto la “brillante” idea di prendere la strada che si sgancia dalla principale e si porta sulla costa (EVITATELA in camper). La strada dapprima sale e i tornanti si fanno sempre più stretti e ripidi per poi scendere ripidamente verso Pendati. Giunti a pendati la strada forma letteralmente una T con le case a confine della strada. Dopo diverse manovre (e lo striscio sul gavone) sono riuscito a filo a passare per dirigermi verso sud (qui si riesce ad andare anche se la strada è molto stretta ed i rami delle piante molto bassi, diciamo che in camper è da lasciar perdere anche perché a parte gli splendidi uliveti non ha molto da offrire. Con la mia dolce metà incazzata dallo stress dell’incrocio di Pendati siamo giunti nella spiaggia di Halikounas, il tempo nel frattempo era decisamente migliorato e il sole era uscito alla grande scaldando l’aria, essendo nel primo pomeriggio abbiamo parcheggiato e ci siamo presi il sole in quella che ritengo essere una delle più belle spiagge di Corfù, qui il naturismo è consentito e praticato da molte persone (i tessili però sono presenti in maniera massiccia anche qui ma diciamo che la convivenza e la tolleranza sono ai massimi livelli, basta evitare di posizionarsi vicino ai tre chioschi presenti e non troverete problemi). Spendo altre due parole per descrivere questo posto. Si tratta di un piccolo paradiso dove la lunghissima spiaggia si estende per chilometri verso sud fino a giungere alla spiaggia di Issou, a metà circa c’è il canale che collega il mare al lago che si estende dietro le spiagge ma è possibile passare a piedi sopra un ponticello. Le dune migliori e il miglior colpo d’occhio lo si trova nella spiaggia di Issou ma anche Halikounas è veramente una gran bella spiaggia (mi ricorda Piscinas in Sardegna per chi la conosce). La strada è sterrata ma percorribile tranquillamente anche con il camper, la possibilità di sostare sono diverse, durante la notte regna un silenzio quasi irreale e se la zona è illuminata come durante i nostri giorni di permanenza da una splendida luna è veramente spettacolare nella sua quiete. Qui la sera vanno via quasi tutti e si sta benissimo come benissimo si sta la mattina presto, durante il giorno arriva diversa gente ma la spiaggia è talmente grande che si sta a 50 metri gli uni dagli altri (in agosto non la vedo benissimo però). Dopo aver prese un paio d’ore di sole splendido e dopo esserci gustati un bel tramonto ci siamo chiusi in cemper per gustarci una mitica cenetta per poi dormire alla grande con un silenzio quasi irreale. Sesta notte (spiaggia di Halikoundas, notte del 10 settembre). La mattina seguente ci siamo spostati verso sud, abbiamo scandagliato in camper tutta la costa visitando il lungo mare di Agios Georgios (che si trova appena a sud della splendida spiaggia di Issou), la piaggia di Marathia, quella di Gardenos e di Kanoula fino a giungere a capo Arkoudoula. Per giungere questo capo abbiamo dovuto lasciare il camper al porticciolo che si trova alla fine verso sud della spiaggia di Kanoula. A dire il vero la strada prosegue ma una piccola frana aveva reso la carreggiata troppo stretta per un camper. Abbiamo girato il capo a piedi seguendo la strada asfaltata per giungere nel golfo che circonda la spiaggia di Arkoudilas (si tratta del golfo più a sud dell’isola). Nel porticciolo è presente uno scivolo per il gommone (ma non c’è acqua). Il tempo non era splendido e dunque ci siamo riportati sul camper e ci siamo portati verso Dragotina, Spartera. Abbiamo cercato di raggiungere il monastero di Arkoudila ma la strada sterrata era bagna e il camper cominciava a perdere aderenza a causa di una improvvisa pioggia, abbiamo desistito di proseguire sia con il mezzo che a piedi e siamo tornati nella spiaggia di Kanoula e abbiamo visitato a piedi anche la spiaggia che si trova a nord di quest’ultima ma che sulla cartina non ha un nome e ci siamo ripromessi di tornare sul posto un giorno per fare un giro con il gommone sfruttando lo scivolo del porticciolo e così ci siamo riportati, dopo aver preso il sole a nord di Kanoula, alla spiaggia di Halikounas (che da qui in avanti nella nostra vacanza a parte una puntata a nord è stata la nostra costante “base notturna” e non solo). Il tempo di goderci l’ultimo sole (e tramonto) ad Halikounas e poi abbiamo dormito. Settima notte (spiaggia di Halikounas, notte dell’11 settembre). Il giorno seguente di prima mattina abbiamo messo in acqua il gommone e trascorso l’intera giornata in mare, direzione sud e dunque partendo da nord di Halikounas ci siamo spinti quasi fino a Kanoula visitando nell’ordine le spiagge di Issou, Agios Georgios, Varvara, Marathia, Varvaras, Gasdenos, Kritikas. Nel mezzo ci sono anche altre spiagge che non sono segnate. Bellissima e lunghissima quella di Varvaras (piena di naturisti), questa spiaggia si estende a sud di Marathia (si può camminare a lungo completamente nudi e l’acqua è fantastica (da non perdere naturisti o tessili che siate!!). Ci siamo fermati al ritorno nella parte più a sud di Varvaras e ci siamo presi qualche ora di sole per poi con calma costeggiare risalendo verso nord fino a rientrare alla base a Halikounas. Ottava notte (spiaggia di Halikounas, notte del 12 settembre). Nonostante il giorno 13 settembre il mare non fosse dei migliori per la navigazione (era leggermente mosso) ma avendo lasciato il gommone gonfio vicino al camper durante la notte e dunque pronto a partire siamo nuovamente partiti con esso questa volta in direzione nord. Nonostante il mare ripeto non fosse dei migliori alla partenza l’obiettivo era quello di raggiungere Mirtiotissas e dunque di visitare tutta quella zona. Abbiamo navigato con qualche difficoltà e ogni tanto abbiamo dovuto rinunciare ad entrare in planata per le condizioni avverse del mare. Cia siamo spinti avanti e avanti ma il peso della tanica della benzina mi ha fatto desistere e rientrare prima di quello che avevamo programmato (ma non è stato poi così … dopo vi dirò). Abbiamo visto splendide spiagge, bellissimi scorci (occhio però a chi naviga in questa zona visto che ci sono numerosissimi scogli, e diverse zone lunghe anche decine e decine di metri con acqua bassissima dove spesso si tocca (!!), che affiorano appena sull’acqua e dunque MASSIMA attenzione). Il mare era peggiorato ma al ritorno navigavamo a favore di vento, la mia compagna non vedeva l’ora di toccare terra anche se stavamo costeggiando a parte alcuni tratti dove proprio per la presenza di scogli che affioravano ho dovuto tenermi abbastanza al largo (anche un paio di chilometri ad occhio dalla costa), devo dire che l’attenzione che anch’io dovevo tenere non mi ha fatto gustare al meglio la zona che è decisamente molto bella. Tornati alla base e con qualche difficoltà a salire sullo scivolo a causa delle onde abbiamo velocemente richiuso il gommone nel gavone per partire alla vota di Agios Stefanos (avevamo infatti deciso di recarci al porto che avevamo visto qualche giorno prima per visitare in gommone tutta la zona a nord ovest dell’isola. Nel risalire siamo andati a vedere la spiaggia di Pelekas e qui c’è venuto subito il dubbio di esserci stati in mattinata …. ci siamo resi conto che in gommone senza accorgersene non solo eravamo arrivati a Mirtiotissas senza saperlo ma eravamo anche andati oltre arrivando quasi a Ermones!!!! Dunque quella mattina avevamo visto nell’ordine andando da sud a nord la spiaggia di Alonaki (subito sopra Halikounas, spesso deserta e naturista), Kanouli bella, piccola e tranquilla spiaggia come quelle che si incontrano subito dopo e cioè Prasoudi, Skala, Paramonas e Vagionaki. Fieroulas, Agios Gordios e Gialiskari sono grandi spiagge attrezzate anche se ai lati c’è la possibilità di praticare tranquillamente il nostro caro naturismo. Pelekas e Glifada invece sono super attrezzate e con diversa gente. Ripartiti in camper da Pelekas ci siamo diretti a Mirtiotissas, l’avevamo vista dal gommone ma non l’avevamo focalizzata bene e dunque volevamo vederla bene. Prendiamo la stradina che porta alla spiaggia (ben segnalata dalla strada principale) e prima di cominciare la forte discesa la presenza dell’asfalto granuloso che viene utilizzato quando ci sono problemi di grip a causa delle forti pendenze mi hanno fatto arrestare immediatamente il camper (OTTIMA decisione), faccio retromarcia e lo posiziono su un generoso tornante senza per questo creare problemi alla circolazione e proseguiamo a piedi. La discesa verso Mirtiotissasa è decisamente impegnativa per qualsiasi mezzo, la parte finale è di quelle adatte per bruciare le frizioni e dunque NON fatela assolutamente in camper, tra l’altro un tornante strettissimo e in fortissima pendenza che troverete appena prima di giungere a livello del mare è micidiale per un camper se non impossibile da fare (sempre che non possediate il mio mito …. l’UNIMOG!!!). Pensando alla faticaccia che ci aspettava al ritorno vista la salita arriviamo a Mirtiotissas. Questa spiaggia è una piccola perla, completamente naturista, una roccaforte naturista direi (anche se a dire il vero due uomini in costume in mezzo ad almeno 200 naturisti li abbiamo visti … qualcuno mi spiegherà il senso di tenersi il costume in quella situazione????), l’acqua è trasparente e dalle splendide sfumature, c’è anche una lingua di spiaggia a nord di Mirtiotissas a poche decine di metri anch’essa naturista. Andateci ma solo se vi piace la calca, infatti noi vista la densità altissima (il Lido di Dante ad agosto sembra deserto a confronto!!) abbiamo preferito gustarci il paesaggio ma non frequentarla (in agosto cosa sarà?!?!!?). Siamo andati oltre verso nord fino a giungere e superare il monastero di Mirtiotissas che avevamo già visto, senza saperlo, in mattinata con il gommone. Rientrati al camper, dopo aver bevuto mezzo litro d’acqua a testa tutta d’un fiato siamo ripartiti e ci siamo diretti al porto di Agios Stefanos dove abbiamo mangiato e pernottato. Nona notte (porto di Agios Stefanos, notte del 13 settembre). La cena era stata pesantina la sera prima e così verso l’una di notte mi alzo e mi metto sul posto di guida per guardare fuori e cercare di digerire, ad un tratto arriva un pick up sospetto per come aveva parcheggiato .. infatti nel giro di un minuto scende un tipo che con un punteruolo o qualcosa di simile buca le gomme di un altro pick up che era parcheggiato, risale in fretta e a tutta velocità se ne va via, io nel frattempo mi ero posizionato in modo da non essere visto. Il mattino seguente c’era diverso movimento attorno al veicolo preso di mira, io scendo e comincio a gonfiare il gommone , lo preparo per la navigazione fino che ad un certo punto mi avvicino al proprietario e gli dico ciò che avevo visto durante la notte. Erano pescatori, mi sembravano persone che facevano fatica a sbarcare il lunario e due gomme come quelle almeno da noi costano non meno di 250 euro l’una, insomma mi aveva intenerito anche se in un primo momento avevo optato per farmi gli affari miei e ed evitare problemi o ritorsioni. Gli descrivo il mezzo incriminato, il tipo che ho visto scendere e soprattutto gli do con certezza le prime due lettere e i tre numeri della targa mettendo in dubbio solo le ultime due lettere che non ero riuscito a vedere con assoluta certezza. Mi ringrazia come mi ringraziano molti altri pescatori . A quel punto partiamo e raggiungiamo le piccole isole che si trovano di fronte al porto (a spanne saranno circa un paio di miglia marine o poco più), poi ci dirigiamo ad Arillas e li ci fermiamo a prendere il sole nella parte più a nord della spiaggia, frequentata solo da naturisti. Dopo un paio d’ore ripartiamo, visitiamo l’isolotto di Kravia e superando Afionas (a proposito non andate ad Afionas in camper .. la strada si stringe sempre di più salendo per finire, si tratta di una strada chiusa, ve lo dico perché mi sono infognato anche là!!) ci portiamo fino al golfo di Agios Georgios, passando per Porto Timoni che non è un porto ma una bellissima insenatura dove all’interno abbiamo trovato una bellissima spiaggetta ma inverosimilmente frequentata da numerosi tessili che avevano raggiunto la spiaggia partendo presumibilmente da Afionas (non ci sono altri modi se non via mare altrimenti). Al ritorno ripassiamo davanti al porto e ci dirigiamo verso nord est fino a giungere e a ricongiungerci fin dove eravamo arrivati giorni prima e cioè alla spiaggia di Longa. Vorrei precisare e dire che la parte a nord della spiaggia di Agios Stefanos oltre ad essere lunghissima (qualche chilometro) è bellissima e completamente naturista, da non perdere assolutamente per chi ama il sole senza veli o per chi ama fare lunghe camminate in riva al mare (se devo dire la mia questo tratto di spiaggia è molto più bello di quello di Arillas). Inoltre guardando ad ovest gode del sole fino al tramonto. Rientriamo al porto e visto l’episodio della notte precedente decido di non dormire al porto ma di spostarmi in un luogo vicino ma più sicuro (ho pensato che se fosse tornato il tipo magari dopo aver saputo che lo avevo segnalato non sarebbe stato piacevole e trovarmi o a dover far la guardia tutta la notte o trovarmi con le gomme a terra non era proprio il caso). Vado sul sicuro e con pochi chilometri mi porto ad Astrakeri. Decima notte (Astrakeri, notte del 14 settembre). Il 15 settembre è il giorno più lungo ed intenso di tutta la vacanza, di buona mattina ci portiamo prendendo la strada principale a Palokastritsa, gonfiamo il gommone ed utilizzando il comodo scivolo lo mettiamo in acqua, la zona è veramente splendida, la giornata è magnifica e il sole scalda e batte che è un piacere, il mare una macchia d’olio. Cominciamo a scorazzare per tutto il golfo a destra e sinistra ci dirigiamo a sud e passiamo delle spiagge raggiungibili solo via mare … una più bella dell’altra, ci spingiamo fin sopra Mirtiotissas ad Ermones. Visitiamo le spiagge di Lianades e di Limni ma è tra Limni ed Ermones che troviamo il paradiso. Nonostante la massiccia presenza di rent boat (noleggiatene una, assolutamente ne vale la pena e visitate la zona a sud di Paleokastritsa) abbiamo avuto modo di attraccare diverse volte in spiagge di cui non conosco il nome e che non sono segnate sulla cartina ma che sono però lunghe anche qualche centinaio di metri. Dei paradisi terrestri deserti, l’acqua è come quella di Mirtiotissas, trasparente e calda … un sogno ad occhi aperti, un contatto con la natura simile (ma non uguale) a quello provato nelle remote e vergini spiagge a sud di Lendas a Creta. Qui ho dovuto aprire nonostante fossimo già abbronzati il tendalino del gommone, il sole era veramente intenso. Rientramo verso Paleokastritsa ma prima di giungere al porto ci dirigiamo a nord, giusto il tempo di scoprire altre due spiagge isolate ed irraggiungibili via terra fino a giungere sotto il castello di Angelokastro. A quel punto il solito serbatoio leggero della benzina mi fa tornare in fretta al porto. Non dimenticherò mai quel giorno e gli splendidi scenari che la natura è in grado di offrire. Un’unica osservazione, nelle spiagge state attenti, alle spalle di esse si ergono alte colline (o montagne) da dove spesso cascano dei massi, non mettetevi troppo a ridosso ma mantenete una distanza di sicurezza, ve lo dico perché in una di esse dove ci eravamo messi ad un certo punto è caduto un sasso abbastanza grosso da sfondare un cranio di un uomo senza tanti complimenti. Rientrati e stivato il gommone ci viene la brillante idea di andare a mangiare fuori e dove decidiamo di andare per vedere un pò di gente? A Kavos naturalmente!! Accendo il camper (programmo il navigatore … a proposito l’ho trovato molto utile nel girare l’isola) e mi dirigo spedito dall’altra parte dell’isola e considerando che eravamo partiti dall’estremo nord quel giorno l’abbiamo proprio fatta tutta. Arriviamo, parcheggiamo il camper nell’esatto luogo di dove lo avevamo messo il primo giorno e facciamo due passi a piedi cercando un posto dove gustare cibo greco (non inglese … please). Il caos, la musica a tutto volume, la lentezza del servizio (il cibo però era molto buono), i continui inviti alle orge degli schiuma party e soprattutto le splendide ragazze inglesi che valorizzano il loro corpo con un abbigliamento elegante degno delle migliori firme italiane mi hanno ben presto fatto venire quel senso di nausea che mi è passato solo dopo aver raggiunto nuovamente la pace di Halikounas dove ci siamo portati per dormire (in pace). Undicesima notte (spiaggia di Halikounas, notte del 15 settembre). Il 16 settembre è un giorno tranquillo, la mia compagna mi supplica di passare almeno un giorno senza peripezie in giro per l’isola o in mezzo al mare, accetto e trascorro una giornatina tranquilla in spiaggia tra sole, mare, bagni, dormitine varie e passeggiate nudi in spiaggia. Alla sera mi gusto da solo il tramonto quando ormai se ne sono andati tutti, uno spettacolo. La notte è come sempre tranquillissima e si dorme d’incanto anche perché la temperatura dopo il 15 settembre la notte scende sotto i 20 gradi e il copriletto diventa necessario. Dodicesima notte (spiaggia di Halikounas, notte del 16 settembre). Anche questa è una giornata tranquilla, la passiamo andando in giro in camper nella zona sud ovest ed est dell’isola, ritorniamo alla spiaggia di Kanoula, poi ci rispostiamo e rivisitiamo la costa, le saline, Molos e la spiaggia di Molou (qui c’è un altro bellissimo porticciolo con scivolo), aspettiamo il tramonto ancora a Kanoula dove pernottiamo. Tredicesima notte (spiaggia di Kanoula, notte del 17 settembre). Il 18 settembre ci rendiamo conto che la vacanza è quasi terminata ma la mia voglia di scoprire nuovi posti non è ancora sazia, la mia compagna ha avuto i suoi giorni di (meritato) relax e tranquillità. A 500 metri c’è il porticciolo e la giornata è splendida. Detto fatto e il gommone è già in acqua la direzione è sud, passiamo la splendida spiaggia di Arkoudilas, scopriamo che prima di arrivare all’estremita sud di Corfù c’è un’altra spiaggia splendida e grande, giriamo capo Asprokavos (la punta più a sud di Corfù), passiamo un paio di spiagge senza nome e raggiungiamo Kavos, la superiamo fino ad arrivare dopo aver superato la spiaggia di Bouka (niente di speciale) alle saline fino a quasi a punta Lefkimmis. Rientriamo e ci fermiamo nell’ultima spiaggia (la più a sud dell’isola) che è la prosecuzione di Arkoudilas. Qui passiamo alcune splendide ore completamente isolati da tutto e da tutto mentre ad Arkoudilas alcune persone (una decina in tutto) sono arrivate scendendo in auto da una strada sterrata, quasi sicuramente la stessa che raggiunge il monastero di Arkoudila. Rientriamo nel primo pomeriggio dopo aver scorazzato in gommone anche verso nord di Kanoula. A quel punto non è ancora tardi e decido di trovare una stradina sterrata che trovo sulla cartina (ma non nel navigatore) che teoricamente costeggia la spiaggia di Varvaras e che si trova sotto il paese di Vitalades. Giriamo a lungo ma non troviamo la strada giusta. Ora non ricordo bene la località e il cartello la spiaggia che indicava (nelle cartine non è presente) ma prendo una strada sterrata che sale in modo deciso, parte da Perivoli e porta al monte Pandokratoras, incrociamo all’inizio una moto con sopra due greci che ci guardano e si fermano e ci fanno capire con un rudo inglese che con quel mezzo non è il caso di proseguire, la mia compagna comincia a sudare (ma quello è normale ) e mi dice “li hai sentiti”, gli dico che non ho capito bene e riparto, il camper spesso sgomma sui tornanti a causa della poca aderenza, per stemperare la tensione gli dico che almeno qui non rischiamo di incrociare qualcuno … non faccio a tempo di finire la frase che mi vedo venir giù un motorhome guidato da un tedesco pazzo come me. Per fortuna la strada in quel punto è sufficiente per entrambi, ci affianchiamo e vedo che abbassa il finestrino, con un mix di lingue al limite della decenza cerchiamo di comunicare, lui mi vuol far capire che una volta giunti in cima non mi devo azzardare a scendere con il camper e io gli comunico che una volta raggiunto il punto più in alto mi fermo. Ci salutiamo e continuo a salire. Arrivati alla cima fortunatamente c’è uno spiazzo e li parcheggiamo. In quel punto ci sono tre strade, una che va a destra, una a sinistra e una che scende, prima andiamo in quella di destra e la percorriamo per circa 15 minuti a piedi, siamo sopra la parte finale a sud della spiaggia di Varvaras, ritorniamo al camper e questa volta prendiamo sempre a piedi quella di mezzo che scende, a parte il primo pezzo che è stretto poi la strada è larga anche se pendente e con un fondo abbastanza sconnesso. Non arriviamo alla fine ma vediamo che la stessa porta ad una bellissima spiaggia, grande e sabbiosa che non è segnata sulle cartine (si trova esattamente a metà tra quella di Varvaras e quella di Gardenos). E vedo anche una strada sterrata che costeggia il lungomare. Il sole sta tramontando e comincia a far buio, rientramo velocemente al camper e torniamo indietro, non volevo infatti fare quella discesa con il buio (i fari illuminano poco i rami bassi). Mentre stiamo salendo sul camper arrivano tre auto di giovani che facendosi dei segnali si recano nell’unica strada che non avevamo percorso, quella che andava a sinistra. Torniamo ormai con il buio a Halikounas e pernottiamo. Quattordicesima notte (spiaggia di Halikounas, notte del 18 settembre). Il giorno seguente non mi va giù di non aver trovato quella strada sterrata che non solo è presente sulla cartina ma che ho anche visto dall’alto e ritorniamo in zona. Lasciamo il camper nella località di Santa Maria (ma del nome non sono certo perché vado a memoria) ma è comunque la località sul mare che si trova appena sotto Marathia, e percorriamo a piedi la spiaggia di Varvaras, la spiaggia è bella e lunga, alla fine della stessa proseguimo camminando su sassoni e alghe ma arriviamo alla famosa strada vista la sera precedente ed a una splendida spiaggia, la stessa che si raggiunge dalla strada che scendeva diretta da dove avevamo parcheggiato il camper la sera precedente sul monte Pandokratoras. Li troviamo un tendone con un dj che a tutto volume spara una musica tecno (lo stereo è alimentato da un generatore naturalmente), erano i ragazzi della sera precedente avevano trascorso una nottata un pochino movimentata. Infatti secondo me il dj non si era mai fermato e gli altri in ordine sparso erano riversati stravolti sulla spiaggia, mi sa che non avevano solo bevuto tanto!! Attraversiamo comunque tutta la spiaggia e ci portiamo dall’altra parte della stessa non prima di essermi gustato, sotto gli sguardi che tuonavano vendetta della mia paziente compagna, due culetti alla Belen Rodriguez di due ragazze greche in costume che sembravano svenute sotto il sole (me li sogno ancora adesso!!). Da li a piedi saliamo per una strada ripidissima e ci riportiamo dopo 1 ora a piedi al punto dove avevamo lasciato il camper la sera prima e li prendendo la strada che la sera prima avevo battezzato di destra l’abbiamo percorsa tutta fino a giungere nuovamente nella spiaggia di Varvaras. Il tragitto di circa 3 ore a piedi è segnato in parte comunque nel Corfù Trail. Svelata la curiosità e cioè che non esiste una strada che costeggia e che dunque è sbagliata la cartina ce ne torniamo al camper . Giriamo ancora un pochino (per strade asfaltate) e ci riportiamo ancora una volta a Halikounas per dormire. Quindicesima notte (spiaggia di Halikounas, notte del 19 settembre). Il 20 è l’ultimo giorno, infatti il giorno seguente avevamo il traghetto per tornare in Italia, la vacanza era trascorsa velocemente e l’isola ci era piaciuta. Abbiamo deciso di trascorrere l’ultima mattinata ad Halikounas tranquilli prendendo l’ultimo sole e godendoci gli ultimi bagni, nel pomeriggio con calma ci portiamo presto verso la capitale e la visitiamo. Prima ci fermiamo dove c’è il ponte che si percorre a piedi all’inizio della pista d’atterraggio dell’aeroporto della capitale per vedere la splendida chiesetta di Vlaherna poi giriamo a piedi tutto il centro storico, le caratteristiche viuzze interne con tutta quella marea di negozietti che vendono prodotti locali, visitiamo la fortezza e il porto turistico. La capitale merita le nostre attenzioni. Ormai è sera e decidiamo di dormire direttamente all’interno del porto visto che è consentito. Sedicesima notte (porto di Kerkira, notte del 20 settembre). Il 21 presto si parte non prima di aver visto due ragazzi aver tentato di entrare nel nostro camper, eravamo all’interno ed avevamo sbadatamente aperto le serrature anche se eravamo poi tornati a letto ma la resistenza della maniglia (spesso è veramente dura che sembra chiusa a chiave) ha ingannato i due che se ne sono andati, prima tra l’altro avevano fatto ondeggiare il camper per vedere probabilmente se c’era dentro qualcuno ma anche a quel segnale avevamo dato poco significato. Se avessero aperto ce li saremmo trovati davanti, sai che bella riunione!! Erano sicuramente ladri, infatti dopo di noi si sono portati dall’altra parte del porto e giravano dietro ai mezzi pesanti parcheggiati e come è arrivata la polizia per un giro di controllo se la sono data in fuga a gambe levate. Dunque sempre attenti anche sulle isole!! Il viaggio di ritorno è andato benissimo, eravamo (al contrario dell’andata) vicino ai finestroni e dunque ci siamo goduti tutto il tragitto e l’ingresso a Venezia che è sempre di grande impatto. Inoltre sono morto d’invidia per 25 ore visto che a 10 metri dal mio camper avevo il mio sogno …….. Coinclusioni: L’isola è facile e comoda da raggiungere, il mare veramente splendido (l’unico posto dove sembra di essere quasi a Jesolo è Kavos dove non sappiamo il perché l’acqua è torbida e marrone), cristallino e limpido, la zona ad est è la meno interessante anche se il mare è altrettanto bello (per capirsi non ha nulla di meno di quello di Mirtiotissas). La zona a nord est è da esplorare, quella a nord bella in particolare la zona di Sidari, quella a nord ovest altrettanto da visitare e quella a ovest e sud ovest la si può definire più selvaggia e da scoprire. Il camper resta un mezzo estremamente valido (il rifornimento dell’acqua non sempre agevole a dire il vero, da questo punto di vista avevamo avuto meno problemi a Creta grazie alla disponibilità delle persone che qui non abbiamo propriamente ritrovato) per visitarla anche se visto che è piccola anche un punto di partenza centrale con un’auto a noleggio consente di visitarla direi più che bene. Di certo il gommone da quel valore aggiunto che non è trascurabile ma è anzi quel valore assoluto in più che ti fa scoprire la vera essenza e le potenzialità che quest’isola sembra non avere ma che una volta vivisezionata come abbiamo fatto noi invece sa regalare a piene mani. La gente è più “affarista” e meno spontanea che quella di Creta ma comunque sempre disponibile. Forse ci torneremo un giorno, le perplessità sono solo perché non abbiamo quasi più niente da scoprire (della costa proprio nulla) ma non perché non ci abbia colpito il cuore. L’isola merita … veramente!!
_________________ Rispetta gli altri e avrai un mondo migliore ....
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| domenica 14 agosto 2011, 17:19 |
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mizioeanto
Residente
Iscritto il: martedì 14 ottobre 2008, 20:32 Messaggi: 1920 Località: Latina
Genere (M/F): Maschio
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Grazie del report, Anna. Noi arriveremo a corfu' tra due settimane, e prenderemo un bel po' spunto da cio' che avete scritto. Domandina... Qualcuno ha idea dei costi di noleggio di gommoni o piccole imbarcazioni? Da quanto leggo, potrebbe essere una buona idea noleggiarne uno.
_________________ so you think you can tell Heaven from Hell
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| lunedì 15 agosto 2011, 13:57 |
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mizioeanto
Residente
Iscritto il: martedì 14 ottobre 2008, 20:32 Messaggi: 1920 Località: Latina
Genere (M/F): Maschio
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mizioeanto ha scritto: Qualcuno ha idea dei costi di noleggio di gommoni o piccole imbarcazioni? Da quanto leggo, potrebbe essere una buona idea noleggiarne uno. Mi autocito... possibile che non c'e' nessuno che ne sa qualche cosa? Dai, che il giorno della partenza e' quasi arrivata Alla facciaccia vostra che vi siete gia' fatti le vacanze e scrivete report su report di quanto si sta bene qui, quanto si sta bene li, senza pensare ai poveracci che stanno lavorando e rosicano!! 
_________________ so you think you can tell Heaven from Hell
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| mercoledì 24 agosto 2011, 14:52 |
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albylc
Turista
Iscritto il: domenica 15 aprile 2007, 14:17 Messaggi: 48
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Ciao mizioeanto! noi siamo tornati da Corfù settimana scorsa e a Sidari abbiamo noleggiato una piccola imbarcazione da 6 persone, pagandola 60euro per 2 ore. Semplicissima da portare, abbiamo visitato il Canale dell'Amore (a debita distanza ovviamente) navigando sud-ovest fino ad Agios Stefanos... una bellissima esperienza. Siamo andati alla spiaggia di Myrtiotissa, incantevole, naturista quasi al 100% pur essendo metà agosto! c'è anche la possibilità di noleggiare lettini La nostra preferita rimane però Issos, unica spiaggia nella quale siamo tornati almeno 4/5 volte... nella prima parte c'è un bar, molto bello con lettini e ombrelloni bianchi dove, volendo, puoi ordinare stando comodamente sdraiato a prendere il sole. Certo, c'è un piccolo problema, questa parte è assolutamente tessile.  ...abbiamo visto persino pochi topless... Ma basta fare una passeggiata di 10minuti per raggiungere la parte con le dune, pochissima gente e naturismo al 100%!! attenti a salire sulle dune a piedi nudi come ha fatto il sottoscritto... volendo continuare la passeggiata, ma parliamo di mezz'ora ed oltre, si arriva alla spiaggia di Chalikunas, scenario pressochè uguale ad Issos ma con meno gente... praticamente sarete voi e il mare...    A Glyfada abbiamo visto una piccola sezione FKK nella parte sinistra, ma c'erano solo un paio di naturisti in mezzo ai tessili... Bellissima isola, bellissime spiagge e considerate che su 14gg di vacanza abbiamo trovato 14gg di SOLE un abbraccio e buone vacanze 
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| giovedì 25 agosto 2011, 0:37 |
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mizioeanto
Residente
Iscritto il: martedì 14 ottobre 2008, 20:32 Messaggi: 1920 Località: Latina
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albylc ha scritto: abbiamo visitato il Canale dell'Amore (a debita distanza ovviamente) navigando sud-ovest fino ad Agios Stefanos... una bellissima esperienza.
Uhm, grazie della segnalazione del canale, non l'avevo visto! Mi sa che un bel giretto se lo merita! Ciao ciao
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| giovedì 25 agosto 2011, 8:50 |
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brancaleo60
Turista
Iscritto il: venerdì 11 aprile 2008, 11:38 Messaggi: 25
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albylc ha scritto: Ciao mizioeanto! noi siamo tornati da Corfù settimana scorsa e a Sidari abbiamo noleggiato una piccola imbarcazione da 6 persone, pagandola 60euro per 2 ore. Semplicissima da portare, abbiamo visitato il Canale dell'Amore (a debita distanza ovviamente) navigando sud-ovest fino ad Agios Stefanos... una bellissima esperienza. Siamo andati alla spiaggia di Myrtiotissa, incantevole, naturista quasi al 100% pur essendo metà agosto! c'è anche la possibilità di noleggiare lettini La nostra preferita rimane però Issos, unica spiaggia nella quale siamo tornati almeno 4/5 volte... nella prima parte c'è un bar, molto bello con lettini e ombrelloni bianchi dove, volendo, puoi ordinare stando comodamente sdraiato a prendere il sole. Certo, c'è un piccolo problema, questa parte è assolutamente tessile.  ...abbiamo visto persino pochi topless... Ma basta fare una passeggiata di 10minuti per raggiungere la parte con le dune, pochissima gente e naturismo al 100%!! attenti a salire sulle dune a piedi nudi come ha fatto il sottoscritto... volendo continuare la passeggiata, ma parliamo di mezz'ora ed oltre, si arriva alla spiaggia di Chalikunas, scenario pressochè uguale ad Issos ma con meno gente... praticamente sarete voi e il mare... Scusa una domanda. Avete seguito le indicazioni per Issos. Arrivati sul posto (vicino al Parcheggio) avete trovato il Bar con i lettini. Giusto? Per raggiungere la parte con le dune, guardando il mare, siete andati a destra o a sinistra? Grazie!
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| giovedì 25 agosto 2011, 16:01 |
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albylc
Turista
Iscritto il: domenica 15 aprile 2007, 14:17 Messaggi: 48
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esatto una volta che arrivi al bar con i lettini ed ombrelloni bianchi, guardando il mare giri a DESTRA, dirigendoti verso nord... comunque è facilissimo perchè una volta arrivato, vedrai alla tua destra le dune 
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| lunedì 29 agosto 2011, 17:24 |
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mizioeanto
Residente
Iscritto il: martedì 14 ottobre 2008, 20:32 Messaggi: 1920 Località: Latina
Genere (M/F): Maschio
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Eccoci qui a scrivere due parole per descrivere un po’ cio’ che abbiamo trovato nel nostro giro greco. Purtroppo questo report verra’ interrotto a meta’ per un problemino che abbiamo avuto. Di tutto quello che volevamo vedere, era prevista infatti l’isola di Corfu’, un po’ di cultura sulla terraferma e poi ancora mare a Lefkada, possiamo raccontarvi solo qualche cosa della prima isola. Arriviamo al porto di Corfu’ il lunedì mattina alle ore 5 locali, dopo una nottata a sonnecchiare (poco) sulla nave. Appena arrivati ci dirigiamo verso nord, passando per la citta’ di Ipsos, con i suoi locali che si affacciano sul mare che piano piano stavano chiudendo i battenti, reduci probabilmente da una nottata in balia dei numerosi giovani turisti che si trovano in zona. Dopo un po’ di strada, troviamo un bello spiazzo panoramico attrezzato con gazebo e panchine, e decidiamo di aspettare l’alba li seduti. Mentre aspettiamo il sorgere del sole, ne approfittiamo per recuperare un po’ di sonno. Vediamo l’alba con il sole che si alza da dietro la costa albanese, un paesaggio meraviglioso, prime foto, e poi di nuovo a nanna  Eravamo grosso modo all’altezza del paese di Kouloura. Come prima destinazione vorremmo andare alla spiaggia di Kerasia, ma dopo un po’ di vani avanti e indietro alla ricerca della stessa, decidiamo che possiamo anche andare oltre, uno sguardo agli appunti presi dal sito del capitano Barefoot, e decidiamo di dirigerci ancora piu’ a nord, verso la spiaggia di Agios Spiridon. Non abbiamo difficolta’ a trovare il posto, e come prima cosa ci preoccupiamo di trovare un alloggio, visto che non avevamo prenotato nulla e tutto era da improvvisare. Troviamo degli appartamentini, una camera da letto, un bagno e una cucina; la proprietaria ci chiede 30 euro a notte, noi paghiamo per due notti e…. riposino (vabbe’, la notte non avevamo dormito proprio). L’appartamento che prendiamo non dispone di climatizzatore, sulla prima resto un po’ perplesso, ma poi ci rendiamo conto che, grazie ad una specie di “tunnel” costruito dove si affacciano le finestre dei bagni, c’e’ una circolazione d’aria fresca incredibile. Devo addirittura tirar su il lenzuolo (e siamo in primissimo pomeriggio) per non sentire troppo freddo. La struttura ha anche una piscina, ma non l’abbiamo mai usata, sia perche’ preferiamo stare al mare, sia perche’ a causa della poca presenza turistica (siamo gli unici ospiti) non viene pulita come meriterebbe. Alle quattro del pomeriggio andiamo finalmente verso la nostra prima spiaggia, seguiamo le indicazioni che avevamo raccolto per la zona naturista, parcheggiamo la moto e stendiamo gli asciugamani. Questa spiaggia, di sassolini per niente fastidiosi, sembra ben conosciuta anche dalle persone del luogo, e’ una spiaggia lunga un centinaio di metri, larga una decina, delimitata ad entrambi i lati da piccole scogliere. Quando siamo arrivati noi c’erano gia’ delle persone nude, non parliamo di grandi numeri, forse eravamo una quindicina di persone in tutto, e solo nella parte centrale c’erano persone in costume. Il posto e’ molto di passaggio per via di un sentiero, percorribile a piedi, che passa proprio di la, ma nessuno si e’ mai fatto problemi incontrando con lo sguardo questi strambi tizi che vanno in spiaggia senza nulla addosso. Peccato l’acqua non proprio cristallina…. Strano per un fondale di sassolini. La sera, prima cenetta in una taverna greca. In molti ci hanno parlato della famosa Mussaka e del “Kleftiko”, cioe’ agnello cotto in maniera particolare, speriamo di poterli provare, ma non ne hanno…. Sigh… dirottiamo su altro, e pazienza. Il secondo giorno ci svegliamo, qualche cosa per colazione, e ci dirigiamo verso la spiaggia di Arillas sulla costa ovest, trovata sempre sul sito del capitano. La spiaggia e’ facilmente raggiungibile, la sabbia e’ di colore rosso, delimitata anche questa da due piccole scogliere e, alle spalle da una falesia di argilla (ottima per spalmarla sul corpo ed avere un effetto scrub); Il mare e’ cristallino. Ci ricorda moltissimo la spiaggia di Pizzo Greco (anche se noi preferiamo quest’ultima, ma si sa… il primo amore non si scorda mai). L’unico inconveniente e’ dato dalla scarsa pendenza che ha la sabbia e dalla poca profondita’ della spiaggia… basta un’onda un po’ piu’ lunga del solito e si viene inevitabilmente sommersi; e credetemi, non stiamo parlando di un mare particolarmente agitato. Immagino che con un po’ di mare mosso, la spiaggia sia impraticabile. Naturismo rispettato al 90%, presenza di coppie, famiglie, singoli, singole, amici, insomma, veramente un ottimo posto. Siamo rimasti fino a goderci lo splendido tramonto che ha colorato il cielo ed il mare di sfumature arancio e rosa, poi ci siamo fermati in uno dei tanti ristorantini che affollano il lungomare, e qui, finalmente, mussaka!! L’agnello invece deve continuare ad aspettare. Il terzo giorno, dopo aver comunicato la nostra intenzione di restare altri due giorni nell’appartamento e pagato il dovuto, ci dirigiamo verso la spiaggia di Avlaki, anche questa segnalata sul sito del capitano Barefoot. Arrivati dove la strada finisce, e dove c’e’ la spiaggia principale, prendiamo un sentiero che, passando attraverso un piccolo bosco, ci porta ad una baietta dove immaginiamo si possa stare senza stoffa di troppo; c’e’ solo un’altra coppia, ad una distanza di un centinaio di metri, sono costumati ma vista la distanza pensiamo di non dar loro fastidio e ci spogliamo del tutto. La spiaggia e’ molto stretta, formata da piccolissimi sassolini per i quali sono consigliate le scarpette, dato che sotto la pianta del piede si sentono fastidiosamente, lunga appunto un centinaio di metri, anche in questo caso delle scogliere a delimitarla, un’acqua cristallina che invoglia subito a prendere la maschera per un primo giretto ricognitivo sotto la superficie. Bello, bello davvero. Durante la giornata si sono avvicendate piu’ persone, quasi tutte venute via mare con piccole imbarcazioni, ma nessuno si e’ messo nudo, eravamo noi gli unici, ma nessuno a badato troppo a noi, addirittura neanche la tipica famigliola italiana con madre, padre e due figli adolescenti! In realta’ ad un certo punto della giornata siamo stati inglobati nella spiegazione turistica di una guida ad una coppia di britannici arrivati a cavallo; quella spiaggia si trova infatti proprio davanti un passaggio che viene percorso dai cavalli di un maneggio vicino. Abbiamo sentito dire, dalla guida alla coppia, che nell’isola ci sono molti nudisti e non e’ difficile incontrarne; poi ha fatto anche una battuta, ma un po’ per il mio inglese non prefetto, un po’ perche’ comunque non erano proprio vicinissimi, non ho capito cosa dicessero, ho sentito solo le risate e la nostra coda di paglia ha cominciato a farsi sentire. Un episodio curioso ci e’ capitato piu’ o meno a meta’ giornata, saranno state le 13 o giu’ di li. Sentiamo arrivare una barca, di quelle grandi, con tanto di altoparlanti e musica a tutto volume, speaker che spronava ai festeggiamenti e molti ragazzi, anche loro presumibilmente britannici, che si davano alla pazza gioia. Ho pensato che se fossero sbarcati vicino a noi, avremmo dovuto rimetterci i costumi, prendo il binocolo per capire che aria tirasse e… a quanto ho capito, condizione per potersi tuffare in acqua era quella di togliersi qualche cosa. Molte ragazze si sono sfilate il reggiseno e molti ragazzi i pantaloncini, rimanendo completamente nudi; qualche ragazza ha osato anche un nudo integrale… i nostri propositi naturisti erano salvi, e comunque sono rimasti un bel po’ lontani da dove eravamo noi. La sera siamo tornati nella taverna vicina all’appartamento e finalmente abbiamo potuto provare l’agnello. Buono. Per fortuna la distanza tra la taverna ed il posto dove alloggiavamo era molto breve, due minuti a piedi, dato che tra il vino e l’ouzo (il tipico liquore all’anice) il nostro passo ha cominciato ad essere alquanto instabile. Il quarto giorno avevamo deciso di visitare un po’ la citta’ di Corfu’, quindi abbiamo aspettato l’ora di pranzo nella spiaggia di Agios Spiridon, dato che era a meno di cinque minuti da dove alloggiavamo e di rapidissimo accesso; questa volta siamo stati i primi a spogliarci, c’erano anche altre persone ma rigorosamente costumate. In ogni caso nessun problema da parte di nessuno. Solo intorno alle 12 e’ arrivata un’altra coppia, greca, che si e’ messa a prendere il sole come andrebbe fatto. Ci siamo quindi spostati a Corfu’, abbiamo visitato un po’ la citta’ ed in particolare la fortezza vecchia. Molto suggestivo. Il giorno dopo abbiamo lasciato l’isola di Corfu’ per raggiungere, tramite il porto di Igoumenitsa, la cittadina di Parga, dove avevamo intenzione di passare la notte, per poi dirigerci verso Lefkada e andare a vedere qualche sito archeologico segnalatoci. Il giorno precedente, grazie alla connessione Wi-Fi messa a disposizione gratuitamente dalla taverna vicno l’appartamento, avevamo prenotato uno “studio” al costo di 30 euro a notte,questa volta potendo contare anche sul climatizzatore e, abbiamo scoperto poi (a breve saprete perche’) , il servizio di pulizia della camera e cambio lenzuola e asciugamani giornaliero. Dopo aver preso possesso dell’appartamento, che non si trova proprio a Parga ma a poco piu’ di un paio di chilometri “piu’ in alto”, decidiamo di prendere la moto ed andare a vedere da vicino il paese. Saliamo in sella, ci dirigiamo verso il basso, percorriamo un po’ meno della scarsa distanza che ci separano dal centro vivo del paese, in una discesa vado appena appena a toccare i freni anteriori e…. swishhhhhh, la gomma davanti decide che non vuol far bene il suo lavoro e finiamo per terra. Anto si fa piu’ di qualche livido, batte la mano destra che si gonfiera’, prende una botta alla spalla e si procura qualche escoriazione; la peggio pero’ e’ per me, che pur non avendo segni esterni molto visibili, a parte una escoriazione sul gomito destro, prendo una bella botta al fianco destro, ho difficolta’ a respirare e vengo portato prima ad un ospedale dove mi mettono sotto flebo ed ossigeno, poi ad un altro piu’ attrezzato ( a Preveza) dove mi vengono fatte delle lastre. Per fortuna niente di rotto, solo tanto dolore a causa di strappi muscolari, e soprattutto l’impossibilita’ di movimento. Abbiamo quindi passato il resto dei 7 giorni nel nostro appartamento, con Anto che scendeva per fare la spesa e taaaaante partite a scala 40 Per fortuna comunque niente di grave, solo una grande scocciatura e l’impossibilita’ di riportare a casa la moto, dato che non ce la facevo a guidare, che ha prolungato la sua permanenza in terra ellenica aspettando che qualcuno (io, naturalmente) la vada a riprendere. Di positivo da questo episodio abbiamo potuto vedere la disponibilita’ e gentilezza della gente greca, subito si sono dati da fare per darci una mano! Un avviso…. Non sottovalutate l’asfalto delle strade greche, che anche se in buono stato di conservazione, e’ veramente scivoloso, anche il tassista che ci ha portato poi al porto ci ha confermato che in molti vanno “lunghi” proprio per la cattiva qualita’ dell’asfalto. Ci e’ dispiaciuto non poter mettere a frutto le indicazioni che ci erano state date sia sulle visite culturali (vero Giulio74?) ne sull’isola di Lefkada ma e’ probabile che la cosa sia solo rimandata.
_________________ so you think you can tell Heaven from Hell
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| sabato 10 settembre 2011, 15:38 |
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lupobianco
Assiduo
Iscritto il: sabato 16 gennaio 2010, 16:20 Messaggi: 617 Località: In the world
Genere (M/F): Maschio
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Wowwwwwwwwwwwwww............ E io che pensavo di essere uno scrittore... 
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| sabato 10 settembre 2011, 17:41 |
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