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| Un'altra Interrogazione parlamentare dell'On. Grillini https://www.extravillage.it/forum/viewtopic.php?f=72&t=12312 |
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| Autore: | Simona [ giovedì 2 agosto 2007, 22:02 ] |
| Oggetto del messaggio: | Un'altra Interrogazione parlamentare dell'On. Grillini |
Nella giornata di ieri è stata presentata da Franco Grillini ed altri 9 onorevoli una interrogazione parlamentare al Ministro dell'interno per chieder conto dei ripetuti atti di repressione ai danni dei naturisti in varie parti d'Italia. Riporto il testo integrale dell'interrogazione. Saluti. Simona Interrogazione a risposta scritta 4-04614 presentata da FRANCO GRILLINI mercoledì 1 agosto 2007 nella seduta n.199 GRILLINI, FUMAGALLI, LOMAGLIO, ZANOTTI, SCOTTO, AURISICCHIO, NICCHI, TRUPIA, LONGHI e DE ANGELIS. - Al Ministro dell'interno. - Per sapere - premesso che: anche quest'anno, in molte parti d'Italia, si sono ripetuti atti di repressione ai danni dei naturisti. È, il caso occorso a Brindisi il 20 luglio scorso e riportato da ANSA: «Sono stati denunciati un 53enne di Modugno e un 45enne di Francavilla Fontana per atti osceni in luogo pubblico. Sono stati sorpresi dai militari sul litorale di Costa Merlata mentre prendevano il sole completamente nudi»; poi il caso, riportato dal Giornale di Vimercate occorso sulle rive del fiume Adda: «Nell'ambito dei servizi rivolti alla prevenzione e alla repressione dei comportamenti contrari alla moralità ed alla decenza, giovedì la Polizia locale e i carabinieri di Rivolta hanno infatti svolto una nuova operazione di pattugliamento congiunto delle rive del fiume, il quarto dall'inizio del mese. A cadere nella rete dei controlli sono stati tre uomini: M.F., 63 anni di Bellusco, B.G., 49 anni, di Foresto Sparso (Bergamo) e M.M., 28 anni di Bienno (Brescia)»; nemmeno un mese prima, il 16 giugno 2007, sempre sull'Adda, come riporta «La Provincia - quotidiano di Cremona e Crema» anche «C.P., quarantunenne di Inzago (Milano), e D.V., cinquantaduenne di Treviglio, finiti nel pomeriggio di giovedì nella rete delle forze dell'ordine» per medesimo reato; il 6 luglio 2007, in Liguria abbiamo assistito ad un blitz in stile paramilitare, come racconta il quotidiano Il Secolo XIX: «Sono otto, tra cui una donna, i nudisti-naturisti oggetto di indagini da parte della procura della Repubblica di Imperia. A tutti e otto, due imperiesi, altri del Dianese, sono contestati gli atti osceni, cioé contro la pubblica decenza. [...] Tutti nudi si abbronzavano lungo un tratto di litorale sottostante "Villa Rosa", dopo le spiagge del Porteghetto e delle Ciappellette, a meno di due chilometri da capo Mimosa: un ritrovo da anni. Militari e vigili, sia dal mare, con motovedetta e gommone, sia da terra, avevano sorpreso lo sparuto gruppetto in tenuta adamitica. Da qui la denuncia a ieri la conferma che un'inchiesta a riguardo è ufficialmente aperta»; in alcune zone c'è una recrudescenza delle indagini ai danni dei naturisti; è, il caso, riportato da Il Secolo XIX il 7 luglio 2007 che ricorda l'impegno della Capitaneria di Diano «in collaborazione con i carabinieri e polizia - ha di recente portato alla conclusione positiva di una serie di indagini per quanto riguarda il fenomeno del nudismo non legalizzato»; ancora, il quotidiano L'Arena poi il 2 maggio 2007, parla di un aggiornamento delle penali ai danni dei nudisti: «È stata aggiornata, per quanto riguarda le penali, l'ordinanza numero 27 del Comune di Torri, emanata a fine 2006: ora mostrarsi nudi può costare da 75 fino a 500 euro di multa, senza contare la denuncia penale, con le sue più scabrose conseguenze, fino al processo; l'ordinanza si limita a imporre di indossare «indumenti atti a coprire i genitali maschili o femminili». Insomma, almeno il topless è salvo; diverse sentenze, tra le quali una della corte di Cassazione (Cassazione - Sezione Terza Penale - Sent. n. 1765/2000 - Presidente U. Papadia - Relatore P. Onorato), hanno considerato il naturismo un comportamento penalmente non rilevante; il turismo naturista rappresenta oramai da decenni una considerevole fetta di mercato in tutti i Paesi europei che si affacciano sul Mediterraneo e numerose regioni italiane sono stati recentemente presentati progetti di legge regionale sul naturismo (è il caso di Piemonte, Lazio e Marche) mentre l'Emilia-Romagna si è dotata di una legge che concede l'immunità ai naturisti che frequentano spiagge riservate -: quali siano le ragioni per le quali, con ingenti spese, le forze dell'ordine organizzano vere e proprie azioni repressive verso comportamenti che non hanno alcuna rilevanza penale; se Ella condivida che, a fronte di un arretratissimo «codice Rocco», il Parlamento debba prendere finalmente atto della necessità di una legge che regolamenta il naturismo e che escluda dall'articolo 726 del codice penale la punibilità della nudità naturista; se non ritenga di intervenire con apposita circolare del Ministero dell'interno delle Forze di polizia per chiarire che il naturismo che si pratica in luoghi isolati o tradizionalmente frequentati naturisti stessi non costituisce reato e non sia da perseguire.(4-04614) |
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| Autore: | giulio74 [ venerdì 3 agosto 2007, 10:59 ] |
| Oggetto del messaggio: | |
Domanda: non è la prima volta che Grillini presenta interrogazioni parlamentari sul tema delle persecuzioni contro i naturisti, interrogazioni che sono ben circostanziate e che riportano correttamente anche le sentenze della Cassazione in merito. Ma c'è qualcuno che risponde a queste interrogazioni, poi? Qual è l'iter? Oppure cadono nel vuoto senza nessuno che si degni di rispondere? |
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| Autore: | Simona [ sabato 4 agosto 2007, 9:56 ] |
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Da IMG Press del 3 agosto 2007 CULTURE ESTATE 2007: BOOM DI NATURISTI ITALIANI IN VACANZA ALL?ESTERO PER SFUGGIRE ALLE DENUNCE Società(03/08/2007) - Mai come quest?estate i numerosi campeggi, spiagge ed alberghi naturisti dei Paesi che si affacciano sul Mediterraneo, soprattutto Francia, Croazia e Spagna, assistono ad un vero e proprio assalto da parte di tanti naturisti italiani, nella penisola sono oltre 500.000, stanchi di correre continuamente il rischio di denunce anche in spiagge isolate e difficilmente raggiungibili. ?Tenuto conto che anche gli oltre 25 milioni di naturisti europei si guardano bene dal trascorrere le loro vacanze nel nostro Paese, se non in un rapido mordi e fuggi nelle città d?arte, è evidente ? afferma Simona Carletti, vice presidente FENAIT - che l?Italia rinuncia ad una considerevole fetta di turismo, nonché ai relativi notevoli introiti economici. Tutto ciò perché non si ha il coraggio di discutere e votare i progetti di legge volti a regolamentare il naturismo presenti alla Camera ed al Senato (primi firmatari: On. Grillini Sin. Dem., On. Bonelli Verdi, Sen. Silvetri Verdi, Sen. Massidda DC)?. Per i malcapitati naturisti che rimangono nel nostro Paese ? fa presente Carletti ? è uno stillicidio di denunce e pesanti multe così come riportato nell?Interrogazione parlamentare annunciata nell?Aula della Camera dei Deputati il primo agosto u.s., primo firmatario Franco Grillini ed indirizzata al Ministro dell?Interno e nella quale (vedi allegato) vengono riportati alcuni casi di denunce nei confronti di naturisti nel nostro Paese e si domanda se ?a fronte di un arretratissimo codice Rocco, il Parlamento debba prendere finalmente atto della necessità di una legge che regolamenti il naturismo e che escluda dall?articolo 726 del codice penale la punibilità della nudità naturista.? Nell?Interrogazione viene anche chiesto al Ministro ?se non ritenga di intervenire con apposita circolare del Ministero dell?Interno alla Forze di polizia per chiarire che il naturismo che si pratica in luoghi isolati o tradizionalmente frequentati dai naturisti stessi non costituisce reato e non sia da perseguire?. Decine e decine di migliaia di nuclei familiari naturisti ? conclude Simona Carletti ? sono in attesa che il Parlamento si ricordi della loro esistenza, difendendo i loro diritti ed allineandosi agli altri paesi europee. |
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| Autore: | Simona [ domenica 5 agosto 2007, 17:14 ] |
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Dal quotidiano LIBERO di Vittorio Feltri di dom. 5 agosto 2007 pag.19 (Costume & Società) NUDISTI IN FUGA Costretti alle vacanze all'estero di Alessandra Stoppa «Mi è venuta l'idea di mettermi nudo. Non mi vedono che gli alberi e gli uccelli». Cesare Pavese raccontava di sentirsi come le radici che sporgono dalle pareti. «Se si ha un corpo tanto vale esporlo al cielo». A sentir parlare i nudisti italiani, le cose sembrano un po' più complesse di come le viveva lui in riva al torrente di Feria d'agosto . Loro devono prendere e partire per altri Paesi. Francia, Spagna, Croazia, Grecia. Dove le spiagge autorizzate al nudismo non sono due, come in Italia, ma decine e centinaia. I naturisti nostrani sono più di cinquecento mila e se ne vanno in vacanza all'estero. Restare in Italia vuol dire cercare spiagge inaccessibili, raggiungibili solo via mare. O calarsi dagli scogli con una corda. Così denunciano un esodo che è una fuga. «Dallo stillicidio di denunce, pesanti multe e rappresaglie delle forze dell'ordine». Simona Carletti, vice presidente della Federazione Naturista Italiana (Fenait), spiega a Libero che «mai come quest'estate i campeggi, le spiagge e gli alberghi degli altri Paesi che si affacciano sul Mediterraneo sono stati presi d'assalto dai nudisti italiani». E questo «a causa del disinteresse dei politici, nonostante in Parlamento ci siano ben quattro progetti di legge». In Italia, a eccezione delle due spiagge autorizzate, una a Ostia e l'altra a Ravenna, «ce ne sono a decine», continua la Carletti, «che costituiscono per tradizione un punto di ritrovo di noi naturisti, ma che spesso e volentieri vengono prese di mira dai controlli. I cittadini segnalano e la polizia interviene, anche nei posti più isolati, a quarantacinque chilometri a piedi sugli scogli, dove non diamo fastidio a nessuno». Per questo, «chiediamo una legge». Che regolamenti il nudismo e che escluda dall'articolo 726 del Codice Penale la sua punibilità. Per Franco Grillini, deputato diessino e fondatore dell'Arcigay, «il modo in cui l'Italia tratta i naturisti è pura follia». Lui considera denunce, controlli e sanzioni «un accanimento ideologico». E punta l'invettiva sulla perdita economica nazionale. «In queste condizioni», spiega a Libero , «si rinuncia a una considerevolissima fetta di turismo, nonché ai relativi e notevoli introiti finanziari. È un acclarato danno economico al Paese, ancor di più un danno di immagine, che allontana i turisti. Non solo, il naturismo praticato ufficialmente porterebbe almeno venti o trenta mila nuovi posti di lavoro su tutto il territorio nazionale, tra strutture ad hoc, gestione di bagni, alberghi, agriturismi». Per questo, con altri nove parlamentari, ha da pochi giorni presentato un'interrogazione al ministro degli Interni, per sottolineare la necessità di una legge. E per chiedere, come si legge nell'interrogazione, «che il ministero intervenga con un'apposita circolare alle Forze di polizia per chiarire che il naturismo che si pratica in luoghi isolati o tradizionalmente frequentati dai naturisti stessi non costituisce reato e non sia da perseguire». A oggi, l'Emilia Romagna è l'unica a essersi dotata di una legge regionale che concede l'immunità ai nudisti che frequentino spiagge riservate. Tra le quattro proposte presenti in Parlamento (di cui la prima risale a più di dieci anni fa), c'è anche quella voluta da Grillini. «Consentirebbe alle amministrazioni comunali di concedere aree e licenze a imprenditori che vogliano investire in questa categoria di turismo». Per il suo disegno di legge è già stato chiesto l'inserimento nel programma di lavoro della commissione, ed è quindi a un primo passo dell'iter legislativo. Fino a quando «non si avrà una legge, ogni anno si ripeterà il problema delle rappresaglie, della recrudescenza delle indagini ai danni dei naturisti, delle multe salatissime (da 75 fino a 500 euro, ndr )». L'interrogazione presentata il primo agosto riporta alcuni recenti casi considerati di «repressione». Da un «blitz in stile paramilitare» su una spiaggia ligure, alla denuncia di un 53enne di Modugno e a una 45enne di Francavilla che «prendevano il sole completamente nudi sul litorale di Costa Merlata». In realtà, gli stessi naturisti ammettono che sulle rive italiane non manchino posti dove, pur in assenza della legge nazionale, le spiagge tradizionalmente abitate da nudisti siano ben tollerate. Da cittadini, turisti e amministrazioni. «Ma perché devono essere accettate in alcuni posti e in altri no?», replica Grillini. Che rivendica la priorità dei reati. «La polizia avrà ben altro a cui pensare che a dei tizi col fondo schiena al vento». |
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