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 Sardegna - legge regionale 
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Carlo, è una proposta di legge che riguarda diversi argomenti. È già un successo che si parli anche di naturismo (e c'è chi ci ha lavorato affinché se ne parlasse). Poi bisognerà vedere se verrà approvata e con quali modifiche. Intanto un primo passo è stato fatto ed è un fatto positivo.

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martedì 31 maggio 2016, 11:01
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Vorrei che fosse chiaro che non intendo certo svilire o disprezzare gli sforzi di chi ha lavorato per far inserire queste due righe (anche se già il fatto che si sia dovuto lavorare per farle mettere non è molto incoraggiante..) e sono comunque d'accordo sul fatto che è una cosa positiva!

Purtroppo gli sforzi spesso non bastano a cambiare una mentalità ottusa!:

Sai da quanti anni, ad esempio, qui in Liguria, le giunte di sinistra, specie in periodo elettorale, promettono leggi sul naturismo? (quelle di destra almeno non promettono niente..)

Poi non solo non hanno mai fatto niente, ma quando uno stabilimento Genovese ha chiesto di dedicare al naturismo una sorta di solarium, un terrazzo completamente chiuso alla vista, l'assessore competente ha risposto che lui, a certe cose, era contrario :yikes: !

Comunque, auguro naturalmente alla Sardegna miglior fortuna, anche se qui, a suon di piccolissimi passi, non passano gli anni! Ormai passano i secoli!

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nemo


martedì 31 maggio 2016, 12:56
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Carlo, tra Liguria e Sardegna c'è differenza. Non certo sotto l'aspetto politico, ma sotto quello geografico. In Sardegna spiagge ce ne sono moltissime ed alcune pressoché deserte anche in agosto. Autorizzarne qualcuna significa attirare nuovi turisti. In Liguria, casomai, i turisti bisognerebbe contingentarli...

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martedì 31 maggio 2016, 13:17
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Speriamo, come qualcuno ha gia detto, che non sia il solito interessamento pre elettorale e poi...più nulla!! Precisato questo è positivo che se ne parli e già pensare di "riservare" (brutta parola...ma haimè è così) spazi per il naturismo è ben augurante. Siamo daccordo (ma nn ci basterà la vita per vederlo..) che è da cambiare la cultura italiana sul nudo e sull'idea che scandalosa è la presenza di un corpo nudo, per di più in spiaggia d'estate.....però in quelle frasi e in quelle proposte c'è, forse, un barlume di cambiamento........................


martedì 31 maggio 2016, 14:17
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Cita:
Carlo, tra Liguria e Sardegna c'è differenza. Non certo sotto l'aspetto politico, ma sotto quello geografico. In Sardegna spiagge ce ne sono moltissime ed alcune pressoché deserte anche in agosto. Autorizzarne qualcuna significa attirare nuovi turisti. In Liguria, casomai, i turisti bisognerebbe contingentarli...


Il punto è proprio questo: gli spazi "dedicati" dovrebbero servire, al massimo, proprio per individuare aree in zone affollate (Costa Azzurra docet...)

Su spiagge pressoché deserte ha senso individuare aree da riservare (o meglio: dedicare, nel senso che lì, se proprio uno vuole, può spogliarsi) al naturismo?

Ok: forse è sempre meglio che niente, almeno per chi ce le ha vicino a casa, ma si può parlare di "incentivare il turismo naturista"? E' come pensare di far concorrenza all'Algida con un carrettino di gelati!

Il turismo naturista lo incentivi consentendone la pratica (con varie soluzioni possibili) in zone frequentate, non in zone dove tanto non ci va nessuno!

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nemo


martedì 31 maggio 2016, 21:32
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Mettiamola diversamente Carlo. In Liguria tutte le spiagge sono prese d'assalto e autorizzarne una al naturismo creerebbe sicuramente problemi. In Sardegna le spiagge sono moltissime. Sono prese d'assalto solo quelle più rinomate. Quindi c'è la possibilità di autorizzarne alcune, incrementare il turismo e non scontentare nessuno, visto che nessuno pretende di mettersi nudo nella spiaggetta di Porto Rotondo o alla Pelosa.
Se continui ad applicare il PdL della Sardegna alla Liguria non ne usciamo. :D

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mercoledì 1 giugno 2016, 8:12
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Si è scritto, qui e altrove, che le leggi regionali come quella emiliano-romagnola (LEGGE REGIONALE 31 luglio 2006, n. 16)
non hanno di fatto favorito la emanazione di delibere di garanzia del naturismo in spiagge dedicate.
Ma ci sono dei punti oggettivi di questa legge che risultano negativi? Forse la richiesta di creazione, in quelle stesse spiagge, di infrastrutture per l'ospitalità, secondo la legge regionale 28 luglio 2004, n. 16? Ma ad esempio sul lido di Dante nidifica il fratino, pertanto sarebbe fuori luogo creare strutture di servizio.
Se è così, è un cane che si morde la coda. Perché come ben sappiamo, e come è stato scritto in tanti interventi qui, il naturismo italiano viene storicamente a collocarsi in luoghi di pregio ambientale (si veda Torre Salsa: nudisti usano rete da beach volley in riserva).

Nella legge regionale della Sardegna invece, che tratta di turismo in generale, l'emanazione di delibere di garanzia di spiagge naturiste non richiede la previa creazione di infrastrutture per l'ospitalità.
La legge regionale sarda sul turismo sembra più una cornice istituzionale entro la quale possono collocarsi le delibere dei comuni. Essa afferma che la regione sa del naturismo (senza farne apologie o spiegazioni), sa che si sposa bene con la tutela dell'ambiente e del paesaggio, ma non pone richieste di creazione di strutture (nè di altro tipo, a parte l'apposita cartellonistica e l'inserimento dell'area nei PUL), che potrebbero come in Romagna diventare degli ostacoli a future delibere.
Cita:
Art. 36 - Turismo naturista
1. La Regione promuove la progettazione e la realizzazione di una rete di aree attrezzate per la pratica del turismo naturista in equilibrio con il contesto ambientale, anche in aree naturali protette.
2. Le aree per il turismo naturista sono individuate dai comuni attraverso il loro inserimento nei Piani di utilizzo dei litorali (PUL).
3. Le aree per il turismo naturista sono adeguatamente segnalate con apposita cartellonistica.


Ultima modifica di ionudista il mercoledì 23 ottobre 2019, 19:53, modificato 1 volta in totale.



mercoledì 23 ottobre 2019, 19:10
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Se scendiamo poi nel dettaglio sulla delibera comunale di Sassari riguardante l'area naturista della spiaggia di Porto Ferro, è possibile però già notare delle differenze rispetto a quella del comune di Camerota.

La giunta comunale
Cita:
RENDE NOTO che limitatamente al proseguo della stagione Balneare estiva 2018 e quindi dal 1 agosto sino al 31 ottobre 2018 è individuata un'area del litorale costiero del Comune di Sassari, sita in località Porto Ferro nel trattocompreso tra la Torre bianca e la Torre negra, da destinare a spiaggia per il turismo naturista ai sensi della legge regionale 28 luglio 2017, n. 16, citata in premessa e come da planimetria allegata.

inoltre
Cita:
ORDINA
- la pratica del naturismo è consentita esclusivamente all'interno dell'area appositamenteindividuata;
- a chiunque frequenti la spiaggia naturista:
a) il rispetto delle principali ed elementari misure ditutela e di conservazione dell'area di questo particolare habitat, in considerazione dell'alto valore paesaggistico e ambientale costiero emarino poichè l'area fa parte della perimetrazione del SIC lTB0l1l55 "Lago di Bartaz - Porto Ferro";
b) il rispetto di tutte le prescrizioni contenute nell'Ordinanza balneare emanata annualmentedalla Regione Sardegna.


Cioè questa delibera sembra molto più una "autorizzazione" e meno una "garanzia", in quanto dice che solo nello spazio e nel tempo deciso dalla giunta comunale è possibile il turismo naturista (invece di dire semplicemente che garantisce la possibilità di praticare il naturismo in quell'area). Al di fuori di queste prescrizioni, il naturista viene punito:
Cita:
AVVERTE Gli eventuali trasgressori saranno soggetti a sanzione amministrativa pecuniaria da € 25,00 a € 500,00, aisensi dell'art. 7 bis D.Lgs. 18 agosto 2000, n. 267 e ai sensi dell'art. 16 Legge 24 novembre 1981, n 689. salvo che il fatto non costituisca diverso e più grave reato. ll Settore Ambiente e Verde pubblico è incaricato di verificare I'esecuzione del presente provvedimento eriferire in merito. ll Comando di Polizia municipale e le altre forze di Polizia, la Compagnia Barracellare di questo Comunesono incaricati di far osservare la presente ordinanza.

Insomma ottima la legge regionale, un po' meno la delibera comunale di Sassari.


Ultima modifica di ionudista il mercoledì 23 ottobre 2019, 19:58, modificato 1 volta in totale.



mercoledì 23 ottobre 2019, 19:48
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La mia impressione è che la Legge dell'Emilia Romagna non abbia ostacolato l'istituzione di spiagge naturiste

(se non forse fornendo involontariamente qualche cavillo burocratico a chi queste spiagge comunque non le voleva), ma che nemmeno le abbia facilitate!

In sostanza mi sembra che le leggi regionali servano a poco dove a livello locale non c'è interesse verso il naturismo.

Effettivamente è probabile che in Regioni come la Sardegna, che per caratteristiche orografiche e di stile balneare (la Sardegna non è Rimini), c'è forse una minor avversione verso la creazione di qualche spazio, una legge fatta bene sia di qualche aiuto!

Ma ad esempio in Regioni come la Toscana ci sono forse più spiagge ufficializzate (o se preferite "garantite") che in Sardegna, eppure non c'è l'ombra di una legge!

In Toscana si contano comunque sulle dita di una mano! In Sardegna bastano due o tre dita.....

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mercoledì 23 ottobre 2019, 19:55
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carlo ha scritto:
Ma ad esempio in Regioni come la Toscana ci sono forse più spiagge ufficializzate (o se preferite "garantite") che in Sardegna, eppure non c'è l'ombra di una legge!
Eh si!
Poi sul "garantite" invece che autorizzate... a livello teorico generale la precisazione di Fidenzio ci sta tutta. Ma poi non sempre viene tradotta nelle delibere, come dimostra il testo su.

Ti ripeto ho l'impressione che la legge regionale sarda sul turismo (all'art che tratta del naturismo) sia un passaggio per assicurarsi che la regione fosse d'accordo con quello che avrebbero fatto i comuni e che non si mettesse di traverso, dimostrando di essere a conoscenza della tematica. E' pur sempre una regione a statuto speciale, e non so se ha particolari poteri in più delle altre.


mercoledì 23 ottobre 2019, 20:02
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Nella delibera di Sassari noto due cose:

la prima è che deve essere rinnovata annualmente (chissà se i giudici un domani potrebbero considerarla "abitualmente frequentata"...)
La seconda è che è prevista una sanzione per il nudismo al di fuori di quegli spazi, anche se non è citato il 726 (volutamente?)

Quanto alla differenza tra "autorizzata" e "garantita", mi sfugge un po': in entrambi i casi infatti, non si è comunque né autorizzati né garantiti al di fuori di quelle aree, a prescindere da quello che può dire o non dire il regolamento Comunale!

Caso mai avrebbe più senso l'espressione "dedicata", ma anche così finché può esserci di mezzo il 726...

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mercoledì 23 ottobre 2019, 20:10
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@r100.
leggo solo ora le tue osservazioni circa le differenze tra Liguria e Sardegna:
è vero, ma tu dai per scontato (come tutti, da noi) che il nudismo possa essere praticato solo in aree molto appartate, accettando il principio, stabilito del resto dalla nostra Cassazione, che il nudo costituisca di regola un atto indecente.

Nelle Nazioni che sfruttano davvero il naturismo però, le cose non stanno affatto così: è vero che spesso non si pratica sulle spiagge più strutturate (spesso più per scelta dei nudisti stessi) ma si trovano benissimo spazi in aree molto affollate:
per non parlare della Spagna, dove ci sono tratti nudisti perfino a Barcellona, portavo l'esempio della Costa Azzurra dove certe spiagge non sono sicuramente meno affollate della Pelosa! Sei mai stato a Pampelonne o a Layet, o a Cap taillat?

La differenza di mentalità secondo me è fondamentale, sia per l'accettazione del nudismo come pratica non indecente, sia, di conseguenza, dal punto di vista turistico!

Come si fa a sostenere che il nudo non è indecente ed al tempo stesso accettare il principio che una Regione lunga centinaia di chilometri e completamente sul mare come la Liguria non può trovare spazi per il naturismo?

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giovedì 24 ottobre 2019, 8:24
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r100gs ha scritto:
... La legge prevede anche il riconoscimento del turismo naturista, purché praticato in spazi dedicati e segnalati. ...
18 maggio 2016

La cosa positiva è il riconoscimento del turismo naturista mentre la cosa negativa è che questa legge (se fosse nazionale in quanto una regione non credo possa invalidare le sentenze e l'orientamento nazionale a riguardo) farebbe decadere "i luoghi storicamente frequentati".
Un'altra cosa positiva è che scritto così non compare nessun obbligo a strutture tipo bagni oltre alla presenza di un bagnino che creerebbe problemi se i comuni non sono disposti a spenderci denaro.

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giovedì 24 ottobre 2019, 15:24
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carlo ha scritto:
...

In sostanza mi sembra che le leggi regionali servano a poco dove a livello locale non c'è interesse verso il naturismo. ...

In Abruzzo è servita anche se sin ora si è ottenuto solo un tratto di spiaggia di circa 250 metri. Cerco di spiegarmi: senza la legge regionale il comune di Torino di Sangro non avrebbe avuto appigli politici per autorizzare quella spiaggia al naturismo invece, grazie alla legge, il sindaco risolse il problema nudisti (quei pochi che frequentavano storicamente quella spiaggia) dando loro uno spazio legalmente segnalato a tutti e nel contempo, pur non prevedendolo, sono giunti molti nudisti anche da altre regioni e qualcuno dall'estero, che hanno portato denaro a diverse attività locali.
Concludendo senza la legge regionale non avrebbero avuto il coraggio di autorizzare il naturismo su quella spiaggia.

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giovedì 24 ottobre 2019, 15:34
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Di sicuro una legge Regionale, se fatta bene (cioè prevede permessi e non divieti), male non fa e può probabilmente essere di aiuto.

E' comunque già un grosso aiuto, anche per quelle Regioni che non ne hanno una, il fatto che in questo modo il diritto alla pratica del naturismo venga riconosciuto ufficialmente!

Però...al comune di Roma che ha istituito l'Oasi di Capocotta più di vent'anni fa, cos'erano? Eroi? E in sicilia? In Campania?

In Toscana dove le spiagge (comunque pochissime rispetto alle possibilità...) sono almeno cinque? Sindaci super-coraggiosi?

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giovedì 24 ottobre 2019, 16:06
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