Mi accodo alla valutazione di buon servizio data da chi mi ha preceduto.
Le Iene sono sempre le Iene, per cui la domanda pruriginosa non poteva mancare: ma il presidente risponde con ottimo piglio, prendendo l'occasione per chiarire tanti aspetti del naturismo.
Importante l'esposizione che chiarisce la differenza tra nudismo e naturismo; perché il naturismo non è esibizionismo; e ancora l'occasione economica non sfruttata del naturismo in Italia.
L'augurio della signora alla fine del servizio poi sembra veramente venire dal cuore, e sembra voler rispondere con la forza del naturismo al grande problema della ipersessualizzazione della vita e della rappresentazione contemporanea (la continua proposizione della sessualità, uno degli aspetti più intimi dell'essere umano, in qualsiasi contesto e sfuggendo al controllo naturale della società, da cui anche la nudità è afflitta).
Dopo aver tanto elogiato gli intervistati, faccio notare una piccola cosa. L'articolo è stato chiamato "Nudi in spiaggia: “Nasciamo tutti naturisti. Ci vestiamo per una falsa morale”, riportando una frase del presidente Anita.
Devo dire che a mio avviso questo è uno dei punti in cui si nota di più la mancanza (non ho assistito all'intervista per intero) di tempo, e la possibilità di sviscerare meglio questo aspetto importante.
Per quanto mi riguarda, io non tendo a considerare il vestirsi come un risultato di una falsa morale. Gli abiti sono una utilissima invenzione dell'essere umano, che ci aiuta a vivere in maniera più confortevole e con maggiore sicurezza (si pensi agli abiti da lavoro). Quello che ritengo sbagliato è il divieto della nudità.
Facendo un paragone con l'invenzione dell'auto: è come se, una volta inventata l'automobile, avessimo vietato l'andare a piedi!
