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 La mostra Nackte Maenner a Vienna 
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Inaugurata il 19.10.2012 al Leopold Museum di Vienna la mostra dal titolo Nackte Männer (Uomini nudi), dedicata al tema della nudità maschile nell'arte figurativa, dal 1800 fino ai nostri giorni: un tema finora ampiamente trascurato, secondo i curatori, a differenza del nudo femminile. Quadri, fotografie e sculture raccontano il cambiamento mento della visione del corpo maschile attraverso i secoli, al variare del gusto, del costume, dei modelli di mascolinità e bellezza.

La mostra è stata anticipata dalle polemiche sul suo manifesto pubblicitario, realizzato con l'opera di Pierre & Gilles dal titolo Vive la France (2009), che ritrae tre calciatori d'origine europea, araba e africana, vestiti solo di calzettoni e scarpe da calcio, a rappresentare la multiculturalità della Francia. Affisso lungo le strade della capitale austriaca, il manifesto ha suscitato forti proteste, che hanno spinto i responsponsabili del museo a far coprire i peni dei calciatori con una striscia rossa.

Sono circa 300 le opere esposte, fino al 18 gennaio prossimo, di autori come Albrecht Dürer, Peter Paul Rubens, Paul Cézanne, Auguste Rodin, Gustav Klimt, Edvard Munch, Giovanni Giacometti, Egon Schiele, Andy Warhol, Robert Mapplethorpe e Keith Haring.

da

http://foto.panorama.it/naked-men-vienna

con anche alcune foto

qui sotto un estratto dell'articolo su Repubblica di Pietro Del Re

Per organizzare l'evento è bastato selezionare una trentina di capolavori tra i quali, per citarne solo alcuni, l'Autoritratto con tavolozza di Richard Gerstl, Querelle di Andy Wharol, I sette bagnanti di Cézanne e La collera di Achille di Benouville. Nulla di scandaloso né di dissacrante o quantomeno di inedito. Eppure, inaugurata solo pochi giorni fa, la mostra nackte männer, uomini nudi, ha già scatenato tra i benpensanti di Vienna un mare di polemiche per i suoi "connotati immorali e corruttori". Torme di bacchettoni hanno subito dichiarato guerra al museo e alla sua "indecorosa" esposizione.

E' vero, i visitatori del Leopold Museum, anche quelli interessati a visitare soltanto i dipinti di Gustav Klimt o di Egon Schiele (di cui in quelle sale è esposta la più grande collezione al mondo), sono ora costretti a passare tra i testicoli giganti e l'altrettanto ciclopico pene di Mr Big, un trompe l'oeil dell'artista austriaca Ilse Haider, prima opera della mostra incriminata. "Ma davanti al Museo c'è sempre gente che si fa fotografare davanti alla mia scultura e durante "la notte dei musei" ho visto tanti bambini divertirsi a scalare Mr. Big", ha raccontato la Haider a un giornalista di Libération per perorare la causa dell'opera dai mastodontici attributi.

Ma c'è dell'altro. Si tratta stavolta del manifesto della mostra, con cui è stata improvvidamente tappezzata la città. La fotografia dal titolo Vive la France degli artisti Pierre e Gilles raffigura tre calciatori, un bianco, un nero e un nord africano, con indosso solo le calze e gli scarpini. Gli organizzatori di de "nackte Männer" avrebbero potuto scegliere un'altra opera, forse meno audace ed esplicita, tenendo conto che i tre sportivi ritratti in stato adamitico sarebbero stati affissi un po' ovunque, sui muri del centro, davanti alle scuole, sugli autobus. Dopo le immancabili e tutto sommato legittime proteste le loro vergogne sono state coperte da uno striscione rosso.
(22 ottobre 2012)

http://www.repubblica.it/speciali/arte/ ... -45037754/


mercoledì 24 ottobre 2012, 11:45
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Dagoreport dall'articolo di Mary M. Lane per il "Wall Street Journal" di oggi, edizione americana - http://on.wsj.com/PfgUZx

Perché il nudo maschile non viene rispettato? Per secoli, i corpi nudi delle donne sono stati celebrati dall'arte occidentale come oggetti del desiderio. Dalla "Nascita di Venere" di Botticelli (1485) alla foto di Demi Moore nuda e incinta (Anne Leibovitz - 1991), la forma femminile è sempre stata idealizzata come canone di bellezza.

Povero corpo maschile, invece. I papi nella storia hanno coperto le parti nude delle statue in Vaticano. Perfino il poco "minaccioso" David di Michelangelo, arrivato in replica in un museo londinese, suscitò l'immediata reazione della regina Vittoria, che lo fece coprire con una foglia di fico.

Quindi un po' di imbarazzo per la mostra del Leopold Museum era prevedibile. Non era immaginabile però il livello di scandalo che si è raggiunto nei giorni passati, culminato con la censura (ex post) dei manifesti in giro per la città.

"La nostra società non è abituata a vedere uomini nudi", ha detto il portavoce del museo Klaus Pokorny dopo la valanga di proteste. "E' un problema della nostra cultura, in parte causato della religione".

Alcuni si sono lamentati che il manifesto con i tre calciatori nudi ricordava loro esperienze sessuali traumatiche. "L'uomo nudo purtroppo è ancora spesso associato con l'abuso sessuale, diversamente dalle donne nude", spiega Pokorny.

Due pesi e due misure. Da sempre.

Nel ‘500 il dipinto di San Sebastiano (di Fra Bartolomeo) fu rimosso dai preti fiorentini perché le fedeli si ammassavano nei confessionali rivelando di avere fantasie sessuali sul santo.

Nel 1898, il pittore viennese Gustav Klimt fu costretto a coprire un suo poster di un Teseo nudo che sconfiggeva il minotauro, creato per promuovere la prima mostra del movimento artistico della Secessione. Il poster è tra le opere della mostra, sia nella sua versione censurata che in quella originale.

"Uomini nudi" inizia con le statue dell'antichità, tra cui una dell'ufficiale di corte egiziano Snofrunefer datata 2400 A.C. Ma il grosso della mostra è composto da opere degli ultimi 200 anni.

Il 19° secolo è stato l'epoca d'oro del nudo maschile. Gli ideali dell'individualismo e della ragione, così fortemente abbracciati da Voltaire e Kant a fine ‘700, arrivarono nell'arte francese della prima metà dell'800. La nudità era usata per distinguere gli eroi (che si caratterizzavano per la loro indipendenza e uso della ragione) dall'uomo comune.

"La nudità maschile era associata all'indipendenza", anche se questa portava poi a una morte eroica, dice Daniela Hammer-Tugendhat, professoressa di storia dell'arte all'Università di Arti Applicate di Vienna.

I nudi maschili ebbero un ruolo dominante nelle celebri accademie artistiche europee, che all'epoca erano composte da soli uomini. Un esempio è "Vista della Scuola d'Arte del pittore Alexandre Cabanel", di Tancrède Bastet (1883).

"C'erano anche, occasionalmente, donne che posavano come modelle, ma allora era più facile (e più economico) usare modelli maschili nelle accademie", dice Geraldine Johnson, storica dell'arte dell'Università di Oxford.

Nella mostra, la "Morte di Ippolito" di Joseph-Désiré Cour (1828) rappresenta la figura nuda del greco che viene ucciso dopo aver rifiutato le avances della sua matrigna, mentre un angelo in "Uguaglianza prima della morte" di Adolphe Bouguereau (1848) si mette davanti per coprire un corpo senza veli.

"Gli uomini nudi erano spesso inseriti in contesti ‘sicuri' - dipinti come figure mitologiche o religiose, compresa quella di Cristo -, un ottimo modo per evitare ogni discussione sulla loro sessualità", dice Johnson. "Era inconcepibile pensare a figure religiose in termini sessuali".

All'inizio del 20° secolo, l'eroismo maschile ha cominciato a perdere colpi, lasciando spazio alla cupa introspezione degli artisti austriaci Egon Schiele, Anton Kolig e Richard Gerstl

"Molti fattori storici cominciarono a minacciare la società maschile tradizionale", dice Hammer-Tugendhat. L'industrializzazione voleva dire che la forza lavoro dell'uomo non era più così importante. Le donne cominciavano a chiedere un ruolo nella società, e l'impero austriaco si stava indebolendo.

Gli artisti mettevano in dubbio l'utilità di ritrarre ancora l'uomo moderno come un eroe dell'antichità. In questo periodo, Schiele fu molto prolifico, e produsse molti autoritratti nudi prima di morire per l'Influenza Spagnola a 28 anni. "Schile fu il primo artista a ritrarsi nudo", spiega il curatore della mostra Tobias Natter.

Gli artisti di inizio secolo cominciarono a dipingere se stessi sia nudi che svestiti, in pose simili, per accentuare il contrasto tra la loro persona pubblica (coperta) e quella privata (scoperta). "L'autoritratto con Paletta" di Richard Gerstl (1907), finito poco prima del suo suicidio all'età di 25 anni, mostra l'artista nudo che fissa lo spettatore con occhi selvaggi.

Schiele e Gerstl aprirono la strada a un secolo di artisti che si sono ritratti nudi, un tema radicalizzato poi da figure come l'americano Robert Mapplethorpe.

Con il proliferare della fotografia, si diffusero anche i ritratti di body-builder e atleti svestiti.

I movimenti femminista e per i diritti omosessuali, a partire dagli anni '70, hanno prodotto un numero sempre maggiore di artisti donne, gay o bisessuali come Andy Warhol, che hanno interpretato le loro fantasie sessuali attraverso l'arte. Il museo esplora questi temi nelle sue due sezioni più esplicite, con opere come "Querelle" di Warhol e gli autoritratti di Urs Lüthi che esplorano l'identità sessuale"


mercoledì 24 ottobre 2012, 11:54
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Tutta la sezione sulla fotografia di nudo ha sempre suscitato in me qualcosa di "parziale".
Il nudo in fotografia o è femminile (e allora tutto va bene) o è maschile e allora nel 70% dei casi ha una tematica tendente all'erotismo, spesso e volentieri omosessuale.
Questa cosa mi sta un po' sulle b@lle!!!
Come non mi va giù la protesta per i manifesti con i calciatori "...Dopo le immancabili e tutto sommato legittime proteste...."
Legittime proteste???? Perché un pene e due testicoli possono offendere? O meglio tre peni e sei testicoli?
Perché il pene "può ricordare brutte esperienze"? Ma ci rendiamo conto di quello che diciamo?
Chi si scandalizza alla visione di un pene si deve vergognare! E non mi va di usare mezzi termini soprattutto quando il contesto non è nemmeno "sospetto" (nel nostro caso una mostra di un certo livello).
E questo appunto lo rivolgo anche a noi stessi naturisti, nudisti o comunque vogliate definirvi.
Avete notato quante foto compaiono su "Infonaturista"? Avete contato quante "patate" e quanti "piselli"?
E' una cosa che non ho notato io.... è stata la mia dolce metà che giustamente ha affermato:".... sì sì naturisti, intanto in foto ci sono solo donne o ragazze, uomini, pochissimi .... in copertina... mai.... sarà un caso.....".
Sarà un caso che comunque il pene, moscio o eretto, crea scandalo? A prescindere dal contesto?
Siamo indietro, molto indietro.
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Albero ha scritto:
...
Perché il pene "può ricordare brutte esperienze"?
...


Certamente!
A me ricorda quel pomeriggio assolato in cui, a Milano, non riuscivo a trovare un bar aperto, un bagno pubblico o nemmeno un angolino qualsiasi per svuotare la vescica che era piena da scoppiare.
Un vero trauma.
Ricordo con gioia il momento in cui finalmente ho potuto estrarlo.
:oops:

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Sono un testimone di Genova: la mia religione mi proibisce di spendere.
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lunedì 29 ottobre 2012, 16:00
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Albero ha scritto:
Perché il pene "può ricordare brutte esperienze"?
non a caso si chiama "pene"... (smilechesoffrelepenedell'inferno)

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lunedì 29 ottobre 2012, 16:11
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Ma Vienna non è quella città nel cui parco è possibile prendere il sole nudi ... ricordo male?

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http://www.facebook.com/pages/Ripuliamo ... 1002200079
Un esempio:
http://www.facebook.com/note.php?note_i ... &ref=share


giovedì 1 novembre 2012, 8:50
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Eroe ha scritto:
Ma Vienna non è quella città nel cui parco è possibile prendere il sole nudi ... ricordo male?

Io so (anche per esperienza diretta) di Monaco e di Berlino.
Vienna non mi risulta, ma magari sbaglio!

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Anche Vienna, le spiagge lungo il fiume.

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giovedì 1 novembre 2012, 16:04
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a Vienna il naturismo si puo' fare in tantissimi luoghi diversi
qui il topic :arrow: Naturismo a Vienna

e oltre tutto a Vienna e' lunga la tradizione naturista basti pensare che Koversada fu fondato da Viennesi


venerdì 2 novembre 2012, 8:41
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Beh, quando siamo andati noi, era Gennaio e tutto coperto di neve!
Non c'eravamo interessati ai posti dove poter stare nudi :)

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venerdì 2 novembre 2012, 11:24
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al Leopold Museum e' arrivata la richiesta di effettuare una visita nuda alla mostra uomini Nudi: il museo ha accettato
da
http://www.hindustantimes.com/Travel/Ch ... 03939.aspx

The Leopold, known for its unrivalled collection of works by Austrian artist Egon Schiele, was inspired toinvite the public to get naked after an inquiry from a group of German nudists.

"There was a request by an association from Germany for a nude guided tour," the spokesman said. "We thought about it, and decided it would be a good idea to have a special nude viewing open to the public.""


domenica 3 febbraio 2013, 19:24
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E s'è fatta![url]
http://www.repubblica.it/persone/2013/0 ... 48627/1/#1[/url]


martedì 19 febbraio 2013, 10:46
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