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Ancora sul nucleare ... PDF Stampa E-mail
Scritto da Neoz   
Domenica 07 Giugno 2009 13:17

.... o meglio, su quello che potremmo fare invece di far scappare altrove premi nobel come CARLO RUBBIA.

By Geoffrey Lean, Environment Editor “New nuclear reactors planned for Britain will produce many times more radiation than previous reactors that could be rapidly released in an accident. The revelations – based on information buried deep in documents produced by the nuclear industry itself – calls into doubt repeated assertions that the new European Pressurised Reactors (EPRs) will be safer than the old atomic power stations they replace.

•    Carlo Rubbia
Dopo le dimissioni da Presidente dell’Enea, nel 2005 Rubbia inizia la collaborazione con il Ciemat spagnolo (Centro di ricerca sull'energia, l'ambiente e la tecnologia) per lo sviluppo del programma "Sol-Enea Termodinamico” che comprende il progetto “Archimede” come  Centrale combinata a gas e ad impianto solare termodinamico ad alta temperatura. Il progetto utilizza una nuova ed esclusiva tecnologia “made in Italy” di Centrale termosolare, in grado di produrre energia elettrica dal Sole in maniera costante. Progetto che Rubbia aveva già iniziato a Priolo (Siracusa) con la collaborazione dell’Enel e dell’Enea e poi abbandonato con l’uscita dall’Enea.
Dall’ ANSA (Venezia, 28 Feb. 2009): “Il premio Nobel Carlo Rubbia è scettico sul nucleare e sulla bioetica ed invita a non fare una ricerca Frankestein. Grande circospezione per il nucleare che ha problemi come scorie, investimenti enormi, attesa di 15 anni prima del primo ritorno. Il nucleare - ha detto - è il passato ed appartiene al futuro solo in Italia dove non c'è sforzo per le energie rinnovabili. Nella bioetica 'c'è il pericolo di deviazioni perniciose, di ricerche alla Frankestein ''.
Carlo Rubbia è ora presidente di una task-force per la promozione e la diffusione delle nuove fonti rinnovabili con particolare riguardo al solare termodinamico a concentrazione: un progetto affascinante a cui il premio Nobel si è dedicato intensamente in questi ultimi anni e che si richiama agli specchi ustori di Archimede per catturare l'energia infinita del Sole, come avviene con lo specchio concavo usato tuttora per  accendere la fiaccola olimpica.
Rubbia afferma: "....che non solo il petrolio e gli altri combustibili fossili sono in via di esaurimento, ma anche l'uranio è destinato a scarseggiare entro 35 - 40 anni, come del resto anche l'oro, il platino o il rame. Non possiamo continuare perciò ad elaborare piani
energetici sulla base di previsioni sbagliate che rischiano di portarci fuori strada. Dobbiamo sviluppare la più importante fonte energetica che la natura mette da sempre a nostra disposizione, senza limiti e a costo zero; e cioè il Sole che ogni giorno illumina e riscalda la Terra”.
In merito alla proposta di utilizzare il torio come combustibile nucleare delle Centrali, al posto dell’uranio (come accennato in un mio precedente articolo), Rubbia afferma:
“Si può parlare, semmai, di un nucleare innovativo, come ad esempio il torio, elemento largamente disponibile in natura, per alimentare un amplificatore nucleare. Si tratta di un acceleratore, un Reattore non critico che non provoca reazioni a catena e non produce plutonio; e dal torio assicuro che non si tira fuori una bomba. In questo modo si taglia definitivamente il cordone fra il nucleare militare e quello civile. La tecnologia è già stata sperimentata con successo su piccola scala. Un prototipo da 500 milioni di euro  può bastare a bruciare le scorie nucleari ad alta attività del nostro Paese, producendo allo stesso tempo una discreta quantità di energia".
I vantaggi, nei confronti dell’uranio, derivanti da questo tipo di combustibile nucleare non sono trascurabili, quali ad esempio:
- impossibilità di esplodere: quindi niente incidenti e meno controlli
- costi minori: le Centrali al torio non hanno bisogno di sofisticati impianti di sicurezza, quindi costi minori e dimensioni più piccole.
- abbondanza del combustibile: il torio è circa 3 volte più abbondante dell'uranio.
- efficienza: a parità di peso, con il torio si ottiene 250 volte più energia che con l'uranio.
- scorie: la combustione del torio produce scorie radioattive in quantità molto inferiori rispetto all'uranio ed ha un tempo di decadimento molto inferiore a questo.
- no bombe: nelle scorie non c'è plutonio (o ce n'è molto poco), materiale che può essere usato per costruire bombe.
- bruciare le scorie: in un Reattore al torio, inoltre, si possono "bruciare" anche le scorie radioattive generate dall'uranio.
In merito poi alla proposta di utilizzare il cosiddetto “carbone pulito” Rubbia si dichiara contrario in quanto: "Il carbone è la fonte energetica più inquinante e più pericolosa per la salute dell'umanità. Ma non si risolve il problema nascondendo l'anidride carbonica sotto terra”.
Insistendo poi sullo sviluppo delle Centrali ad energia solare Rubbia afferma: “Noi possiamo sviluppare la tecnologia e costruire impianti di questo genere nelle nostre regioni meridionali, o magari in Africa, per trasportare poi l'energia nel nostro Paese“.

Dal sito www.legnostorto.com da un articolo di Giovanni Fronte

Ultimo aggiornamento Domenica 07 Giugno 2009 13:20